Home / In Fuorigioco / Napoli: in hoc Insigne vinces

Napoli: in hoc Insigne vinces

Condividi quest'articolo su -->

 

 

In un’atmosfera surreale con un pre partita fatto di agguati fuori dallo stadio, spari, feriti, contraerea di botti in curva con un vigile del fuoco semisvenuto e fischi all’Inno d’Italia ha inizio, con quarantacinque minuti di ritardo, la finale della Tim Cup 2014. Ci sarebbe piaciuto parlare solo di calcio e di aspetti tecnico sportivi e invece per l’ennesima volta dobbiamo fare i conti con la dura realtà del nostro calcio ma soprattutto del nostro paese. Allo stato attuale, almeno dalle prime indiscrezioni pervenute dalle autorità di Pubblica Sicurezza, sembra che quanto successo fuori dall’Olimpico non abbia a che fare con il calcio anche se i feriti, di cui uno grave, sembrano essere tifosi del Napoli: si ipotizza a questo punto che possa essersi trattato di un atto di delinquenza comune che avrebbe finito con il coinvolgere casualmente gli stessi tifosi. Domani se ne saprà sicuramente qualcosa di più.

Comunque in una tale atmosfera di dramma e di incredulità si decide di giocare lo stesso la partita, almeno per evitare  conseguenze ancora peggiori dal punto di vista dell’ordine pubblico, non prima di aver contattato e coinvolto i capi delle due tifoserie.
Le due squadre iniziano in maniera diversa con il
Napoli pronto a ripartire velocemente e la Fiorentina, orfana di Cuadrado, più manovriera e attenta nel controllo di palla. Il primo vero acuto si ha al minuto 6° con Higuain che a un metro di distanza viene murato dal portiere. Il goal è comunque nell’aria perché al minuto 11 Insigne, servito a dovere da uno scatenato Hamsik, tira di destro sulla mezza uscita di Neto: palo interno e goal. I tifosi del Napoli esultano ma non sbandierano così come faranno anche i colleghi della curva viola per rispetto dei feriti. Al minuto 15 il Napoli potrebbe raddoppiare se Higuian, su perfetto cross di Callejon, non fosse anticipato all’ultimo decimo di secondo da Rodriguez. Non finisce qui perché il Napoli con il fuoco vivo addosso raddoppia sempre con lo spietato Insigne al minuto 17 su perfetta imbeccata radente di Higuain involatosi sulla destra.
A questo punto, con neanche venti minuti giocati, la partita sembrerebbe bella che finita ma evidentemente non è così: la
Fiorentina, dopo qualche minuto di logica crisi per le due botte subite, si rimette disperatamente in corsa e con Vargas al minuto 28 accorcia le distanze con un gran tiro in corsa. La partita ora si riapre con i Viola che riprendono coraggio, morale e fiducia in sé stessi. Al minuto 45 Aquilani, su punizione battuta fuori dall’area del Napoli, entra e devia in goal ma l’urlo di gioia dei viola viene strozzato dal guardialinee che annulla per fuori gioco.

Nel secondo tempo le squadre ripartono con lo stesso atteggiamento del primo con la Fiorentina che continua a portarsi con costanza verso l’area del Napoli ma sembra comunque risentire della mancanza di Cuadrado e delle sue capacità realizzative. I partenopei giocano invece nel ruolo che preferiscono con la velocità dei loro centrocampisti, pronti a sfruttare in contropiede ogni minimo errore in avanti dei toscani.

Al minuto 63° Benitez manda in campo Mertens al posto di Hamsik che non sembra prendere bene la sostituzione. Ora Calejon e Insigne, su istruzione dello stesso Benitez, si scambiano le corsie per trovare soluzioni alternative e sorprendere i difensori viola. Si va avanti così senza particolari acuti fino al cambio di Pandev al posto di uno zoppicante Higuain, che evidentemente risente ancora della botta allo stinco rimediata domenica contro l’Inter, e del rientrante Pepito Rossi al posto di Joaquin. Al minuto 74, su passaggio chirurgico di Mertens, Pandev si trova sui piedi il pallone per chiudere la partita ma viene parato miracolosamente da Neto. La cosa curiosa è che lo stesso Rossi non ha mai giocato una partita di Coppa Italia in vita sua e, ironia della sorte, la prima che gli capita è proprio la finalissima.
Al minuto 79 Inler tocca da dietro Ilicic ed essendo già gravato di un giallo si vede recapitare il cartellino rosso. Linfa e ossigeno in più per la Fiorentina che si butta a testa bassa, mentre Benitez è costretto a togliere la punta Insigne per il centrocampista Behrami. Montella, a sua volta, vuole sfruttare la superiorità numerica e sostituisce Aquilani con Matri. E’ proprio quest’ultimo che all’85° serve Ilicic che davanti al portiere, in quello che è sembrato un rigore in movimento, manda incredibilmente fuori anche per la perfetta chiusura dello specchio della porta da parte di Reina. E’ sempre lo stesso Matri che all’87°, dopo un perfetto controllo di palla, tira da destra ma non centra la porta. Al minuto 91°, mentre la Fiorentina sta mettendo sul campo le ultime disperate risorse per acciuffare il pareggio, la partita finisce all’improvviso  perché Mertens, in seguito ad un rimpallo, fredda con il sinistro Neto per il definitivo 3-1. E’ trionfo Napoli anche se la gioia della squadra azzurra è giustamente limitata dal dramma che si è verificato qualche ora prima.

 

 

Fiorentina 4-3-1-2: Neto, Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual (Mati Fernandez), Vargas, Aquilani (Matri), Pizarro, Borja Valero, Ilicic, Joaquin (Giuseppe Rossi), all. Montella;

 

Napoli 4-2-3-1: Reina, Henrique, Fernandez, Albiol, Ghoulam, Inler, Jorginho, Callejon, Hamsik (Mertens), Insigne (Behrami), Higuain, all. Benitez;

 

Arbitro: Orsato

 

Reti: Insigne (Na), Insigne (Na), Vargas (Fio), Mertens (Na).

Condividi quest'articolo su -->

Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

Cerca ancora

Milano e Roma over the top

COMMENTO AL CAMPIONATO Le due romane e le due milanesi guardano tutti dall’alto in basso. …