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PRISM La sicurezza dei dati, la sicurezza di Stato e la lotta al terrorismo.

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Palermo – Le recenti rivelazioni di Edward Snowden sul programma PRISM dell?NSA, hanno innescato polemiche sulla sicurezza dei dati personali.

Siamo tutti spiati, a che prezzo, perché?

Per capire il nostro stato dell?arte, occorre fare un passo all?11 settembre 2001.

Le spie, il controspionaggio, sono sempre esistiti, sono vecchi come la professione più antica di questo mondo.

Ma evidentemente questi sistemi, hanno fatto il loro tempo e i terroristi avevano trovato il modo di baipassare le spie.

La necessità aguzza l?ingegno, e certamente George Orwell nel suo romanzo “1984“, aveva intuito quale poteva essere un probabile scenario futuro.

Un futuro in cui tutti sanno tutti di tutti. Facebook docet? Non è forse vero che i programmi che usiamo per connetterci con gli amici, con i parenti e con le nostre persone più care, ci chiedono sempre più spesso di potere accedere alle informazioni riguardanti la nostra posizione o i nostri spostamenti?

È vero i Governi ci spiano, ci ascoltano, leggono i nostri sms, lo scambio di dati, sanno in poche parole, tutto di noi.

Allora se viviamo in un mondo così condiviso, dove se mangiamo un panino con le panelle (tipica ghiottoneria sicula), dobbiamo subito scattare una foto per postarla sul nostro profilo facebook; di cosa parliamo quando ci lamentiamo della mancanza di privacy?

Parliamo di nulla, di aria fritta.

Il vero vincitore di tutto questo e il vero nemico contro cui prendersela, non sono i Governi, sono i terroristi.

I terroristi hanno fatto del terrore il loro dio, la loro ispirazione quotidiana.

Vivono per diffondere terrore, muoiono per seminare terrore.

Allora se l?alternativa è il terrore, preferisco che mi ascoltino, che sappiano dove vado a mangiare il panino con le panelle; è il prezzo che dobbiamo pagare tutti per essere protetti.

Giuseppe Morello

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Di Redazione Elzeviro.eu

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