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Scrocconi a chi? Ecco come la Germania ha fregato tutta l’Europa

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Nella gremita folla dei detrattori del Governo italiano in formazione si è infine aggiunta anche la Germania. Non poteva d’altronde mancare il parere dello Stato “più virtuoso” d’Europa.

Il faro economico del Vecchio Continente, simbolo di buona amministrazione, efficienza e sobrietà, sembra avere tutto il diritto di esternare consigli e pareri sulla futura gestione dell’Italia.

Da Schettino a scrocconi, gli italiani secondo Berlino

Una legittimità d’intervento che ha, nel tempo, ricevuto il benestare di una certa parte d’italiani pronti, un po’ masochisticamente, a godere ogniqualvolta è sopraggiunta una critica dall’estero nei confronti della nostro modo di fare politica. La soddisfazione di questi italomasochisti nel vedere il proprio Paese dileggiato aumenta poi a dismisura se chi esprime la critica gode di buona stima tra la carta stampata e le stanze di Bruxelles e si presenta esteticamente come persona sobria e composta. Si immagini dunque il giubilo di questo strano bizzarro gruppo di masochisti tutto italiano quando la critica viene per l’appunto dalla sobrissima Germania.

“Scrocconi” è il vezzeggiativo usato all’interno di un editoriale di Der Spiegel. Lo stesso settimanale germanico che ebbe il cattivo gusto di strumentalizzare la tragedia umana della Costa Concordia al fine di dileggiare gli italiani. Secondo quell’ “autorevole” rotocalco eravamo tutti un po’ “Schettino”. “A noi Schettino, a voi Auschwitz”, rispose per le rime Il Giornale. Reazione esagerata? Neanche troppo, considerato il passato e il presente di uno Stato che inspiegabilmente, e ingiustificatamente, ha acquisito agli occhi dell’opinione pubblica europea la fama di “virtuoso”. Proviamo ora a sfatare, passo passo, questo falso mito tedesco.

La favola della Germania con i conti a posto.

L’assunto che la Germania abbia “i conti a posto” e gestisca così virtuosamente, senza farlo pesare a nessuno, il suo bilancio di Stato è una palla surreale. Berlino che, in ogni caso ha sforato il limite del deficit sul Pil per ben due volte negli ultimi otto anni, è riuscita a eludere il limite di spesa pubblica con uno stratagemma niente male. In Germania esiste infatti questa Kreditanstalt fuer Wiederaufbau. Si tratta di una banca tedesca a totale capitale pubblico e secondo Repubblica (una fonte tutt’altro che anti europeista):

“tutte le operazioni di supporto pubblico all’economia che in Germania passano attraverso una banca a totale capitale pubblico (la Kreditanstalt fuer Wiederaufbau), non vengono contabilizzate nel bilancio statale e quindi non generano debito pubblico”.

Questa banca è in grado di spendere per quasi il 20% del debito pubblico tedesco, senza che questo venga contabilizzato. Una truffa davanti agli occhi di tutti.

La favola della Germania che rispetta le regole

Ci piacerebbe vedere le facce di quegli italiani che godevano nel sentire le critiche di sobri falchi tedeschi contro nostro Belpaese corrotto, al momento della scoperta di questo squallido trucco finanziario per fare fessi tutti. Ci siete cascati. Come siete cascati alla leggenda di una Germania che rispetta strettamente le regole. Quest’altra balla intergalattica è stata smentita ben cinque anni fa dall’allora Ministro del Tesoro degli Stati Uniti.

In un rapporto di quell’anno il Tesoro americano criticava duramente la politica commerciale germanica, che puntando oltre i limiti consentiti sull’export, aveva causato danni enormi alle economie mediterranee dell’Unione europea. È per colpa dello scriteriato comportamento tedesco che ora tutta l’Europa rischia di incorrere nei dazi americani.

Il comportamento parassitario dei tedeschi

Un modo di fare, quello tedesco, per certi versi parassitario. È successo infatti in passato che l’Europa intera si dovesse fare carico degli enormi costi della riunificazione tedesca. Nel 1993 la Bundesbank, per contenere la grande immissione di nuova moneta in circolo dovuta alla riunificazione e scongiurare l’inflazione, adottò tassi molto alti, intorno al 10%. Una manovra che si tradusse in recessione per altre economie europee, tra cui l’Italia, costretta proprio in quell’anno ad uscire dallo Sme (Sistema monetario europeo).

La corruzione dilagante in Germania

Infine arriviamo a sfatare l’ultimo immortale tabù, ovvero quello di una Germania incorruttibile. Perchè nella sobrietà teutonica c’è anche spazio per corruzione e tangenti. Quei principi che si credevano a torto, come tratto imprescindibile della cultura politica italiana. Le tangenti esistono anche in Germania e il loro giro d’affari arriva a 270 miliardi di euro, mentre sempre quegli incorruttibili tedeschi hanno deciso di non ratificare la Convenzione anti corruzione redatta in seno alle Nazioni Unite.

A tutto questo curriculum decisamente poco onorevole ci sarebbe poi da aggiungere quella legittima richiesta di alcuni Stati europei di vedere ripagati i danni materiali causati dall’aggressione tedesca della Seconda Guerra Mondiale. Questa è la Germania, un Paese in cui la sobrietà non fa mai rima con onestà.

di Gabriele Tebaldi

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