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«Renzi europeista ortodosso»

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COSI’  l’ha definito Mario Monti nella trasmissione “Otto e mezzo” del 17 marzo. In effetti,coloro che si aspettavano puntasse i piedi nel fatidico incontro con la Merkel, sfidandola sul rigore (non più praticabile in Italia), hanno toccato con mano che a Berlino è arrivato un soldatino svizzero, o meglio un fantoccio manovrato da Bruxelles pronto ad obbedire agli ordini.

Invece di battere i pugni sul tavolo, Matteo Renzi ha battuto le ginocchia sul pavimento, dichiarando subito che l’Italia rispetterà tutti i limiti di Maastricht e gli accordi sul fiscal compact. Punto. E’ inutile cambiare registro nella conferenza stampa per girare la frittata dicendo “non chiediamo concessioni, ma di cambiare le regole del gioco”, perché il doppio gioco lo sta facendo lui finché l’acqua gli va per l’orto. Ma ritorniamo a bomba su quello che ci preme di più.

Dove sono le coperture finanziarie per il suo ambizioso progetto? Non può decretare 10 miliardi d’amblé per i lavoratori dipendenti se mancano i soldi. Il risparmio sugli interessi passivi dovuti al calo dello spread si calcola a fine anno, i tagli della spending review non sono definibili e far leva sul famigerato 3% tra deficit e PIL non è possibile perché la UE non lo permetterà. Di che sta parlando Renzi?

La sintonia con Hollande (che in casa sua deve vedersela con Marine Le Pen che sta volando nei sondaggi) non gli servirà a nulla, perché l’economia corre più veloce di lui e per starci dietro inciamperà (e cadrà con le macerie del suo castello di sabbia). Davanti ha solo una strada che non può imboccare, ossia quella di dire: “siamo a casa nostra e sforiamo di quanto ci pare”, senza tanti salamelecchi e giochi di parole (e di soldi).

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Di Redazione Elzeviro.eu

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