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Renzi: «i soldi ci sono», sarà vero?

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Dal Vangelo secondo Matteo, la simpatia è sempre vincente.

Con Renzi si torna alla politica berlusconiana in technicolor, dopo le tonalità seppiate di Letta ed il grigio cupo (funereo) di Monti. Non è ancora ben chiaro se Renzi sia un genio o un clown, se intelligentissimo o solo tremendamente furbo, ma simpatico e spiritoso lo è di certo. Nel salotto ovattato di “Porta a porta” (13/3/14), il tete-a tete con Vespa è stato divertentissimo: da un lato i pellegrinaggi e dall’altro un progetto che vuole andare in porto in 100 giorni a vele spiegate. ” I soldi ci sono ha detto il premier – solo che finora non sono stati spesi bene”. “Lei è l’ottavo presidente del consiglio che si siede su quella poltrona nel corso delle mie trasmissioni” esordisce Vespa, “non abbia fretta per il nono” gli risponde Renzi sorridendo dopo avergli detto che era stato a pranzo con Lula (di passaggio in Italia) che, a suo dire, ha tirato fuori dalla povertà 30 milioni di brasiliani. Questo ex sindaco (ora premier in carica) è giovane, gli piace viaggiare, stare a palazzo Chigi per lui è un optional. Ha già pronta la valigia per Parigi, Berlino (17/3) e poi andrà a Bruxelles per rimodulare gli accordi che inchiodano l’Italia. Se porta a casa risultati con quella gente là, bisognerà ammettere che è un fenomeno che analisti, giornalisti, sapientoni e detrattori non si aspettavano. Non c’è che lasciarlo fare, tanto ha detto, ribadito e ripetuto svariate volte che se fallirà lascerà non solo il governo ma anche la politica. Magari ha già in testa le scuse per rimangiarsi tutto, ma per il momento è in auge più che mai e si sta godendo come può il suo attimo di gloria. Se rincoglionirà tutti con le sue chiacchiere meriterà una standing ovation. A proposito delle prossime elezioni politiche, ha risposto a Vespa che avverranno nel 2018 con una sicumera lapidaria. “Stavolta vado a Lourdes” gli ha risposto il conduttore basito (che all’inizio ha accettato di recarsi a piedi ad un santuario situato sulle alture di Firenze se verranno rimborsati i 68 miliardi alle imprese). “Ok – ha ribattuto Matteo Renzi – si passa dal “porta a porta mitico al porta a porta “mistico”. Fulmineo e scattante, divertito e divertente.

 

C’è però da dire una cosa, e cioè che LA MATEMATICA NON E’ UN’OPINIONE.

E’ fatta di numeri, non di annunci enfatici con effetti speciali per gli allocchi. Neanche un prestigiatore può tirare fuori dal cilindro i miliardi che Renzi snocciola con nonchalance. Ha forse dimenticato il Fiscal Compact siglato da Monti che richiede 40 miliardi all’anno per 20 anni, incominciando dalla finanziaria di quest’anno? Aggiunti ai 68 che la PA deve alle imprese creditrici, fanno già 108. Miliardi, non bruscolini. Renzi dovrebbe spiegare meglio da dove intende far saltar fuori tutti questi soldoni che fanno tremare i polsi. E gli esodati, di cui non si parla più, che fine hanno fatto? Ci vorrebbe il miracolo dei pani e dei pesci, ma i cervelloni stanno lavorando sulla TASI, che sarà una stangata (30 miliardi circa) che ai cittadini farà rimpiangere l’IMU. Perché il Governo non ripristina la tassazione sui giochi d’azzardo, com’era in vigore nel 2002? Entrerebbero all’erario 24 miliardi tout court, ma si pesterebbero i piedi ad una lobby molto potente che si farebbe subito sentire, sfoderando vendette inimmaginabili. Noi quindi consigliamo a Metteo di vendere la RAI ai privati, così i cittadini non avrebbero più sul groppone il canone, gli stipendi di 13mila dipendenti ed i 50mila euro al mese alla Tarantola, imposta da Monti alla guida dell’azienda. Inoltre basterebbe eliminare l’uso interno di una moneta con valore internazionale sostituendola con obbligazioni emesse dallo Stato (che non creano inflazione) come è stato fatto in Germania nel 1933-35. Ma questo è un tabù che nessuno osa infrangere, perché i banchieri non gradirebbero affatto l’iniziativa.

Tranquilli, al Consiglio europeo con tutti i Capi di stato , che si terrà il 20/21 marzo prossimo, inizierà per gli italiani una nuova primavera, anche se non si sa con quale clima. O Renzi è Mandrake, o un buffone da circo. Non c’è che l’imbarazzo della scelta . Ai cittadini l’ardua sentenza.

 

Dando uno sguardo alla Spending Review, Cottarelli , incaricato di ridurre la spesa pubblica, il suo lavoro l’ha ultimato. Si parla di un risparmio strutturale di circa 33 miliardi di euro in tre anni per lo stato, a quanto pare tutto a scapito dei cittadini. Monti aveva già ventilato che si dovesse intervenire sul sistema sanitario nazionale troppo costoso, che l’Italia non poteva più permettersi, quindi Cottarelli non ha fatto altro che seguirne le tracce con “tagli” sanguinosi sulla pelle dei cittadini. In primis si interverrà sulle medicine, ed il ministro della salute Lorenzin ha già detto in TV che è uno spreco ricorrere a farmaci troppo costosi quando sul mercato, con lo stesso principio attivo, ce ne sono altri a basso prezzo. Non si tratterà quindi di calmierare i prezzi delle siringhe monouso eccetera (che hanno costi diversi da Nord a Sud e sui quali le amministrazioni locali fanno la cresta quando presentano i conti allo stato centrale), ma di altro ben più sostanzioso. In parole povere, per la gente comune in coda dal medico di base per farsi prescrivere le medicine (sulle quali paga il ticket in farmacia che è passato da 2,7 miliardi a 4), si sta preparando un’ulteriore beffa. In pratica la stragrande maggioranza della popolazione dovrà curare i propri disturbi fisici con farmaci “made in china” o preparati in altre parti del mondo dove i controlli sono meno rigorosi. E siccome poi diranno che non basterà, i pazienti finiranno di pagare di tasca propria (in toto o in parte) anche le visite specialistiche ed i ricoveri ospedalieri. Inoltre, poiché H. Greene ha detto che “la salute è l’unica ricchezza esentasse”, i cervelloni correranno ai ripari magari con una piccola tassa di solidarietà per venire in aiuto dei malati. Altro risparmio consistente per lo stato si verificherà con la riforma giudiziaria. Già Vietti, politico neodemocristiano e vicepresidente del CSM, ha ventilato che tre gradi di giudizio sono troppi, quindi invece della responsabilità civile dei magistrati (che quando sbagliano rimangono impuniti), verranno accorciati i tempi per passare una sentenza in giudicato e renderla definitiva. Poveri noi, ne vedremo delle belle, siamo solo agli inizi. Il “palazzo” manterrà i suoi costi ed alla fine pagherà sempre il popolo pantalone.
 

Giuseppe Franchi, Naa

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Di Redazione Elzeviro.eu

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