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Il gattopardo va a passeggio nel sottobosco romano

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Scodinzola ai poltici che stoppano la nuova legge elettorale, ai giornalisti che tacciono le notizie importanti per dare spazio alle sciocchezze ed a coloro che si oppongono ai cambiamenti necessari per rendere vivibile il paese in cui viviamo. 
 

Questo non è il Governo Renzi, ma é Renzi al governo con una maggioranza spuria, satura di correnti alla luce del sole e di sottocorrenti striscianti al buio. Costretto alla lottizzazione delle poltrone come tutti i suoi predecessori, Renzi è stato portato per mano a palazzo Chigi da una manovra di palazzo, non ci è giunto vincendo libere elezioni democratiche, smentendo goffamente tutte le sue dichiarazioni che davano tale esito come impossibile. 
 

Il premier ha accettato la campanella in nome della sua ambizione, ma ne dovrà pagare uno scotto notevole, incominciando dal fatto che avrà mani e piedi legati nell’operare. Avrebbe dovuto prendere di petto subito le banche e le fondazioni (istituite da Amato), abbassare l’IRPEF di qualche punto ai ceti medio bassi (per mettere un po’ di soldi nelle tasche della gente) non alleggerire l’IRAP di 30 milardi, che diminuirà probabilmente solo le entrate erariali lasciando l’occupazione al palo.
 
Le aziende non assumono lavoratori se le merci prodotte sono destinate a rimanere invendute nei magazzini perché manca la domanda interna. Il PIL cala ed il debito pubblico aumenta (un rapporto del 132,6%), cala l’introito dell’IVA, aumentano le accise sui carburanti e la TASI colpirà gli ITALIANI più dell’IMU.
 
Renzi non rappresenta affatto l’alternativa che gli illusi si aspettavano, è vino novello in una botte vecchia. A cambiare la botte non ci pensa proprio nessuno: c’è il gattopardo di guardia.
Giuseppe Franchi, N.a.a

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Di Redazione Elzeviro.eu

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