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Obama ridicolo: no all’invio di truppe di terra

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Mentre la Francia si proclama in guerra e intensifica i suoi raid in Siria sulla città di Raqqa, il Presidente degli Stati Uniti continua a dare sfoggio di oratoria e di frasi roboanti ma, purtroppo per noi, prive di alcun fondamento concreto. Al termine della riunione dei G 20 Barack Obama ha…dato un po’ di spettacolo tuonando contro l’Isis definito come il volto del male da distruggere in ogni modo. Il problema è che dopo questa frase ad effetto passando ai…fatti più concreti non si capisce bene come il massimo esponente della Casa Bianca voglia mettere in atto il suo “pretenzioso” piano di annientamento dei seguaci di Al Baghdadi. Infatti, dopo aver riaffermato per l’ennesima volta in modo quasi stucchevole che la lotta al terrorismo deve continuare in ogni forma e con qualsiasi mezzo sarà necessario, Obama ha incominciato a fare i suoi personalissimi distinguo. Infatti ha subito chiarito, ammesso che ce ne fosse ancora bisogno, che un intervento di truppe di terra è da escludere perché sarebbe un errore


Forse il capo della Casa Bianca pensa che con quattro droni e tre caccia bombardieri la pratica Isis possa essere risolta in quattro e quattrotto…ah dimenticavamo i soliti poveracci dei Curdi che dovranno, ci dispiace per loro, continuare a fare da cavie umane o meglio offrirsi come carne da cannone al posto nostro per sconfiggere chi sta mettendo a repentaglio la civiltà occidentale. Peccato che lo stesso Obama abbia a suo tempo rituonato per non fornire loro le armi pesanti di cui necessitavano. Insomma che vadano in guerra al posto nostro ma armati con fionde e sassi o…giù di lì. Lo stesso Obama nel suo delirio oratorio ha anche detto che occorrerà…ridurre le fonti di finanziamento di cui dispone l’Isis: peccato che non sia dato sapere con quali mezzi ma soprattutto su quali canali si andrà ad agire visto che le informazioni di cui dispone Putin (e non Obama) sono solo ufficiose.

A meno di non andare a dichiarare guerra a tutti i paesi arabi che fiancheggiano più o meno apertamente Al Baghdadi non si sa infatti bene come gli stentati servizi di sicurezza americani possano cavare almeno un piccolo ragno dall’enorme buco nel quale continuano a dibattersi. Infine, tanto per non lascirsi sfuggire niente, lo stesso Obama ha, bonta suà, invitato i paesi europei a continuare in nome della civiltà ad accogliere tutti, in modo che, aggiungiamo noi, tutta questa massa di profughi con tanto di infiltrati dell’Isis al seguito non arrivi sulle coste americane ma si fermi da noi con tutte le conseguenze…risibili del caso. E …guai a non farlo perché in caso contrario piomberemmo, poveri noi, nella barbarie. Insomma signori: questa è la grande strategia che il Presidente Obama intende mettere in atto per “distruggere”, si fa per dire, l’impero del male.

E se questa è la “grande strategia” americana, sul fronte europeo, al di là del velleitarismo francese, almeno legittimo e giustificabile per il dramma che l’intero paese sta vivendo, assistiamo ai soliti discorsi, bla, bla, bla infarciti di richiami ad un concetto non ben definibile di democrazia e di libertà da difendere, non si sa bene come, contro l’aggressione omicida di…non si sa bene chi visto che in nessun discorso o appello compare la parolina magica dell’Islam.

Al di là dei vari appelli a reagire prontamente per difendere la nostra libertà, di concreto il solito…clamoroso nulla. Perché continuare a promettere maggiori controlli alle frontiere e un maggiore impegno dei servizi delle varie “intelligence” nazionali, ormai sull’orlo del collasso e sempre meno in grado per mancanza di fondi, di mezzi e di uomini di svolgere i loro immani compiti, equivale a voler combattere il gigante Golia senza neppure la fionda di cui disponeva Davide ma solo e soltanto con una misera manciata di ghiaia. Il fatto è che ora come ora, ma nessuno ha il coraggio di dirlo apertamente per non perdere consensi politici, la difesa contro il terrorismo islamico è lasciata soltanto alla…velocità delle nostre gambe che dovranno essere pronte, nel caso, a portarci in salvo: il resto è solo e soltanto la solita stucchevole retorica da salotto.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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