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Islamisti lanciano 100 razzi su Damasco, ma per i media occidentali è strage di Assad

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#CONTROINFORMAZIONE
 

Il Fronte Islamico è un insieme di formazioni islamistiche che hanno radunato diversi gruppi jihadisti: la sua volontà esplicita, il suo fine ultimo, è l’instaurazione di un Califfato islamico. Nei giorni scorsi questa formazione terroristica ha lanciato circa 100 razzi su alcune zone della capitale siriana: Damasco ha sofferto nuove morti, feriti e una nuova distruzione per l’antica città. Gli obbiettivi dell’attentato erano tutti civili. 

In risposta a tale efferatezza l’esercito regolare siriano, per mezzo della sua aviazione militare ha colpito le postazioni islamiste. La stampa italiana ha raccolto le voci dei social, dove gli islamisti sono molto forti, ed è riuscita a parlare con disinvoltura di “strage di regime“, in riferimento alla reazione dell’esercito. 

Ci si associa ad altre riviste di controinformazione nel condannare questo modo di fare informazione, truce e negletto, ma sopratutto pericoloso, perché è quello a cui tendono i terroristi. I terroristi con cui abbiamo a che fare oggi sono terroristi che sguazzano su internet: proprio colà, infatti, hanno inizio i primi contatti di reclutamento dei miliziani, come ci insegna la triste storia delle “cooperanti” Greta e Vanessa, che intrattenevano rapporti online con quelli che si sono rivelati poi dei tagliagole. Tutto il condotto balcanico è reclutato a mezzo social. Anche Giuliano Delnevo, primo italiano morto per l’islamismo violento, aveva un’intensa attività online.

Il modo in cui certi siti che si spacciano come di geopolitica, ma che di fatto non fanno altro che attaccare un Assad considerato come simbolo di empietà, sotto scorta di ideali globalizzati che nemmeno loro sanno di seguire, fanno il bene del terrorismo. Questo leggere i dati di guerra con una spiccata superficialità dettata da uno schierarsi a monte aiuta i terroristi a prosperare, creando nell’uditorio della più vasta informazione una rappresentazione completamente distorta di quanto stia accadendo in Siria.

Se tali mezzi di informazione osano parlare di strage di fronte a attacchi, peraltro di risposta, al Fronte islamico, come mai gli stessi non parlano di stragismo o violazione di diritti umani quando la Giordania uccide un suo regolare detenuto per fare sgarbo all’Isis, oppure quando gli Usa bombarda le basi Isis, causando morti e feriti fra i civili? Come mai non ci si strappa le vesti, come è accaduto per l’esecuzione col fuoco del pilota giordano, di fronte allo sterminio dei soldati siriani sgozzati recentemente come bestie dagli islamisti? Sono le domande che si pongono i media di controinformazione, ma si dovrebbe definirli più correttamente di informazione non mainstream.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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