Un grande economista e filososofo come Adam Smith aveva sempre sostenuto la necessità che l’economia non prevalesse mai sulla politica e in particolare che i colossi economici non dovessero arrivare a dettar legge a livello mondiale. Se non qualche lodevole eccezione sono stati finora in pochi quelli che hanno seguito i saggi dettami di Adam Smith, ed eccoci ora di fronte al preciso spaccato che l’economista scozzese aveva scongiurato.
E’ inutile continuare a prendersi in giro, ma di fronte al peso economico di titani come BlackRock, il fondo d’investimento americano più grande al mondo (con un patrimonio di 4320 miliardi di dollari), poco possono fare i governicchi nazionali, se non prostrarsi in ruffiana adorazione. La politica è ormai sotto lo scacco di simili colossi, che hanno il potere di delegittimare un governo anche a migliaia di chilometri di distanza, basta fare qualche ritocco sullo spread (ne sappiamo qualcosa) o giochicchiare sui tassi d’interesse a breve termine o mille altre operazioni finanziarie.
L’Italia e Matteo Renzi hanno incassato la fiducia di Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, o almeno così ci è stato riferito dal suo “portavoce” italiano Gabriele Gelateri, presidente di Generali. Gelateri ha implicitamente riferito che con Renzi non si rischia alcun terremoto finanziario e BlackRock con il suo peso economico è un affidabile garante. Matteo Renzi ha dunque avuto finalmente la sua approvazione, dato che quella popolare gli manca ancora e dal 2011 in Italia non è più usanza averla. BlackRock, fondo statunitense, non possiede solo una ma milioni e milioni di tessere elettorali nostrane, sicuramente più del numero stesso dei cittadini votanti, anche perché la sua parola può sovvertire in un attimo l’esito di elezioni legali (come successe all’ultimo governo Berlusconi, anche se in quel caso non è provata l’influenza di BlackRock).
L’Italia si prostra per l’ennesima volta ad un altro padrone. I nostri attuali politici oltre a non avere le risorse non hanno nemmeno la caratura morale per ridare il vero significato ad una democrazia compiuta, perché questa è a tutti gli effetti una plutocrazia.
Elzeviro Informazione indipendente