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Vergogna questo non è più calcio!

 

Ieri sera la Lazio grazie ad un arbitraggio ed una Var a dir poco scandalosi non ha potuto reagire al pareggio delle prime quattro ed è stata sconfitta dal Toro. Scoppia la polemica sui social e allo stadio per un campionato a questo punto falsato e non più credibile.

L’arbitro Piero Giacomelli, protagonista in negativo della partita tra Lazio e Torino

Ci sarebbe piaciuto questa mattina parlare come al solito di calcio e di come si sono dipanante le cose dal punto di vista tecnico in questa sedicesima giornata di campionato.

Il condizionale è d’obbligo perché siamo costretti, nostro malgrado, a parlare invece di un torneo non più credibile con gravi e pesanti ombre sul livello di una classe arbitrale che ne sta facendo di tutti i colori. Ma soprattutto con il sospetto e la paura che a questo punto ci sia qualcosa sotto. Un qualcosa che, se accertato e confermato, potrebbe minare seriamente la credibilità di uno sport, il calcio, che dovrebbe essere appunto Sport con la maiuscola nel senso vero del termine. Sport il cui significato dovrebbe includere la possibilità da parte degli antagonisti di giocarsela alla pari tra di loro mettendo sul piatto la loro capacità, la loro forza sapendo che se incontri uno più forte di te forse potrai anche perdere.

Ma appunto, qui sta il senso dell’agone sportivo: perdere sul campo giocandosela fino all’ultimo con le proprie forze e pazienza se ne esci anche sconfitto, purché tu abbia la coscienza di aver dato tutto sul campo e di aver trovato contro soltanto il muro di uno più bravo di te…onore al vincitore ma anche onore a chi ha avuto la gioia, sì la gioia, di essere sconfitto avendo dato tutto quello che poteva. Questo onore della sfida, della vittoria come della sconfitta ieri sera è stato sbriciolato in un colpo solo da un arbitraggio che definire all’altezza dell’incontro sarebbe quasi surreale.

Da ieri sera, dopo il solare, quasi banale, rigore a favore della Lazio incredibilmente non visto dalla Var e la susseguente altrettanto incredibile espulsione del laziale Immobile per una spallata ai danni di Burdisso, possiamo dire che questo campionato non ha più nulla di regolare..anzi possiamo e dobbiamo constatare serenamente che questo non è più il gioco del calcio. C’è a questo punto il forte sospetto che la Lazio, dopo quattro-cinque torti subiti consecutivi e ravvicinati nel tempo, palesi ed evidenti, dia forse fastidio a qualcuno soprattutto se giustamente cerca di aspirare ai primi posti.

Questione di interessi legati al bacino di utenza? Questione politica che tra l’altro si è vista palesemente innescata in occasione delle immagini di Anna Frank ritrovate in curva sud? Questione di antipatia verso i tifosi laziali accusati fra un po’…anzi neanche fra un po’…di essere addirittura il nucleo sovversivo dell’estrema destra? Questione di giochi di potere perpetrati sulla testa dei tifosi? Non lo sappiamo ma da oggi c’è un’ombra scura e incombente sulla credibilità dell’intero movimento calcistico italiano che, tra l’altro, ha incominciato a pagare le sue colpe più o meno presunte con l’eliminazione della Nazionale dai prossimi mondiali di Russia.

Questo, possiamo dirlo senza tema di smentita, è sicuramente l’annus horribilis del calcio italiano, il momento più nero dello sport più popolare e amato. Ha ragione Arturo Diaconale responsabile della Comunicazione della Lazio quando dice che almeno lo si dica apertamente se la Lazio deve solo giocare l’Europa League…almeno lì, aggiungiamo noi, non da fastidio, almeno non alla politica del calcio nostrano perché, a pensarla proprio male, anche lì il sospetto che i biancocelesti siano invisi all’Uefa del politically correct lo abbiamo.

Comunque, tornando alla partita-farsa di ieri sera, un piccolo errore forse è stato commesso dalla dirigenza laziale, fossimo stati noi al loro posto, dopo la decisione dell’arbitro Giacomelli, assistito, si fa per dire, dal varista Di Bello, che ha deciso di dare una bella svolta alla partita rendendo inutile l’intero secondo tempo, avremmo preso la squadra e l’avremmo ritirata dal campo seduta stante. Una decisione questa che avrebbe avuto del clamoroso e che avrebbe almeno creato lo scandalo e lo scompiglio necessari per mettere con le spalle al muro di fronte all’opinione pubblica una classe arbitrale, e con lei l’intera dirigenza del calcio nostrano, che stanno rischiando di rendere  l’intero campionato una burla. Ha ragione Diaconale: a questo punto cosa se la gioca a fare la Lazio e con lei le squadre diciamo poco “simpatiche” alle stanze del potere?  Tanto vale concentrarsi solo in Europa League e lasciare giocare in campionato solo la squadra Primavera giusto così per onor di firma in un campionato che di onore non ne ha più neanche una flebile traccia.

Di Roberto Crudelini

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