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Il motore del campionato batte in testa

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Le tre di testa vincono tutte e staccano definitivamente il resto della serie A. Troppo forte la Juve per il Chievo così come la Roma per il Bologna e il Napoli per la Lazio. Atalanta fermata in casa dal Sassuolo mentre l’Inter perde a Crotone e mette nei guai Pioli. Il Milan fa il suo con il Palermo mentre la Fiorentina si prende un punto a Genova contro la Samp. Vittoria esterna a Cagliari per il Toro formato Belotti. L’Udinese straripa contro un Genoa piccolo piccolo. pari tra Empoli e Pescara.

Le tre regine del campionato vincono e staccano il gruppone delle pseudo inseguitrici. Juve, Roma e Napoli sembrano parlare una lingua sconosciuta al resto dei comuni mortali della massima serie. I loro organici sono di un altro pianeta così come la loro sagacia tattica e la loro personalità. La differenza tra la terza e la quarta si è vista tutta ieri sera all’Olimpico.

La Lazio, se gli togli in un colpo solo De Vrji, Biglia e Lulic diventa un’anonima squadra di metà classifica. Infatti, rispetto al Napoli, la differenza si vede e si sente in tutta in panchina. I vari Bastos, Wallace, Murgia e Patric…manca all’appello Luis Alberto e Djordjevic, stanno a dimostrare come in serie A ci sono calciatori che fanno la differenza e…calciatori che semplicemente non la fanno. Inzaghi è bravo…anzi bravissimo ad andare a nozze con i fichi secchi ma il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci che non ci sono…proprio non glielo si può chiedere. Al Napoli è bastato applicare il suo ossessivo tikitaka chiudendo i biancocelesti nella loro area di rigore per portare a casa il massimo risultato con il minimo sforzo.

La pseudo sveglia laziale sullo 0-2 è stata solo la tiepida reazione di chi voleva solo salvare la faccia di fronte al proprio pubblico. Comunque, ripetiamo, la differenza tra la terza e la quarta e…quindi con tutte le altre che stanno dietro, è lampante, assoluta e lapalissiana. Un unica stortura è rappresentata dall’arbitro Irrati sceso in campo per dirigere la partita a senso unico ovviamente a sfavore della Lazio. Una direzione arbitrale gravemente insufficiente che ha facilitato ancora di più il compito alla banda di Sarri. Di arbitri così in serie A non se ne sente proprio il bisogno ma il discorso andrebbe allargato all’intera classe arbitrale italiana da anni ormai non più all’altezza della massima serie.

La Juve ha semplicemente fatto il suo con il modesto Chievo ridando fiato alla tromba del giudizio di Higuain, mentre la Roma è andata a farsi una scampagnata per i colli bolognesi…se la differenza è già abissale tra la terza e la quarta figuriamoci tra le prime due e rispettivamente la dodicesima e la quattordicesima.  L’Atalanta, nonostante si debba accontentare di un misero punticino contro il Sassuolo, è ora ad un solo punto dalla Lazio mentre il Milan al cospetto di una squadra quasi retrocessa si prende i tre punti e ora è a sole tre lunghezze dal quarto posto sempre più vacillante della Lazio e, cosa da non sottovalutare, ha sorpassato i cugini ora dietro a due lunghezze.

L’Inter si scopre mortale e lo fa sul campo di un Crotone sempre più vivo e smanioso di vendere almeno cara la propria pelle e chissà che ai calabresi non riesca lo scherzetto di scavalcare alla fine proprio l’Empoli ormai a soli tre punti ed in caduta quasi libera. Pari divertente tra la Samp e la Fiorentina che ormai non hanno quasi più niente da dire ai fini dell’attuale campionato se non il dimostrare di essere comunque due buone squadre e…niente più.  Bella vittoria esterna per il Toro belottiano in quel di Cagliari. I granata, dopo lo svantaggio iniziale che sembrava preludio all’ennesima sconfitta fuori dall’Olimpico, hanno ripreso le redini della partita e…pure i tre punti in palio grazie anche al solito goal del capocannoniere che continua a fare coppia in testa con terminator Dzeko.

L’Udinese vince e infierisce contro un Genoa sempre più sprofondato nei bassifondi della classifica, se continua così potrebbe essere pure messa in dubbio la salvezza: a Mandorlini il compito immane di aprire almeno il paracadute perché in caso contrario la caduta sarebbe di quelle rovinose e letali.

Di Roberto Crudelini

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