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Juve: la tua minaccia arriva dalla dea

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COMMENTO AL CAMPIONATO

Le prime due della classe escono sconfitte mentre continua inesorabile la marcia dell’Atalanta che ora insidia il secondo posto alla Lazio e incomincia ad intravedere anche la Juve.

Inter senza testa si deve accontentare di un punto a Verona. Vince la Roma contro il Parma e si scatena la polemica per il rigore non concesso ai ducali. Il Napoli a fatica fa sua la posta intera a Marassi contro il sempre più pericolante Genoa. Il Sassuolo sempre più in alto batte anche il Bologna. Il Cagliari impone lo zero a zero in casa della Fiorentina mentre l’Udinese e il Toro si tirano definitivamente fuori dalla zona rossa della classifica. 

E’ un campionato incredibile: a causa dei turni massacranti e del gran caldo le sorprese si sprecano in testa come in coda. Incredibile l’impresa del Milan che a San Siro sotto di due goal contro la capolista rialza la testa e nel giro di nemmeno venti minuti ne rifila quattro a chi stava già pensando di organizzare i festeggiamenti per il nono scudetto consecutivo.

E invece la Juve non approfitta dell’altro miracolo sportivo della giornata ad opera del Lecce che, pur vedendosi annullare una rete per tocco di mano e sbagliare un rigore concesso verso la fine del primo tempo contro la Lazio, è riuscito ad avere ragione della squadra romana e a portarsi fuori dalla zona calda della classifica.

I biancocelesti sono ormai solo l’ombra della squadra schiaccia sassi

ammirata prima del lockdown. Una squadra che è tornata a giocare con gli uomini a pezzi, stanchi e con la testa chissà dove. Se a questo aggiungiamo una panchina che non sarebbe degna neppure di una squadra di serie B la frittata è bella che servita sul piatto. Se si fossero acquistati a gennaio anche solo un paio di giocatori a centrocampo forse le cose sarebbero ora diverse e almeno non così drammatiche. Con l’Atalanta che morde alle caviglie con furia e ostinazione difendere anche solo il secondo posto sarà in’impresa. La dea bergamasca ora come ora ci sembra non solo la meglio attrezzata per acquisire il titolo di vice campione d’Italia ma, se andasse sabato a vincere a Torino si candiderebbe addirittura al ruolo di vera anti-Juve.

Sembra ormai definitivamente defilata e scornata l’Inter di Conte che in quel di Verona contro lo squadrone tosto di Juric, perché tali sono i gialloblu a tutti gli effetti, si deve accontentare di un solo punto. I nerazzurri devono ringraziare anche la buona sorte perché poteva uscirci anche la seconda sconfitta consecutiva della stagione. Sulla squadra milanese sta forse giocando un ruolo fondamentale una tenuta mentale non proprio all’altezza perché giocare ogni 3-4 giorni implica non solo un dispendio energetico mostruoso ma anche la dilapidazione di energie mentali che in questo frangente diventano importanti e forse anche più determinanti di quelle fisiche.

La Roma vince senza convincere in casa contro il Parma

che si segna al dito il trattamento non proprio di favore da parte dell’arbitro Fabbri capace di non vedere neppure davanti al monitor del Var il braccio galeotto di Mancini. Bisognerà ora discutere dell’effettiva capacità tecnica di una classe arbitrale messa con le spalle al muro proprio dal sistema Var che avrebbe dovuto invece togliergli le castagne dal fuoco: c’è materia sufficiente per le dovute riflessioni di Rizzoli. Il Napoli vince non proprio in modo facile contro un Genoa mai domo ma che paga un’inadeguatezza tecnica di fondo che lo rende adesso insieme alla Spal e al Brescia il sospettato numero uno per andare a farsi un bel purgatorio in serie B.

Il Sassuolo vince a Bologna e si candida per un posto tranquillo a metà classifica lontano dalle suggestioni europee ma anche dagli affanni della bassa classifica. E sabato gli emiliani, tosti e in forma, andranno a trovare la Lazio incerottata di questi tempi…prepariamoci forse ad un’altra bella sorpresa. Discorso analogo per il Cagliari che impone il pari in casa di una Fiorentina sempre più rassegnata e adagiata sui quasi bassi fondi della classifica. Per carità non ci sono pericoli all’orizzonte ma di certo la squadra viola era attrezzata per fare ben altro tipo di campionato. A pari punti si trova l’Udinese che nel giro di pochi giorni ha saputo tirarsi via dalle sabbie mobili della retrocessione così come il Toro che, come la Fiorentina sembrava destinato a fare un campionato abbastanza diverso.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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