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Il diavolo gela la Roma e scalda la Lazio

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La Roma perde in casa con il Milan ed esce dalla zona Champion’s. Buona vittoria dell’Inter contro il Benevento e grande Lazio a Reggio Emilia con Milinkovic in grande spolvero. Juve-Atalanta rinviata per la neve. La Samp rimane in piena zona Europa grazie alla vittoria sull’Udinese a Marassi. Toro sconfitto a Verona mentre la Fiorentina batte di misura il Chievo al Franchi. Un ottimo Bologna piega il Genoa in casa. Il Crotone di Zenga stecca in casa contro la Spal. Stasera il Napoli cercherà a Cagliari di staccare la Juve.

La Roma si riscopre fragile e con poca personalità. La sconfitta patita ieri sera all’Olimpico contro il Milan rinato di Ringhio è di quelle che fanno male.

Infatti non solo i giallorossi vengono di nuovo scavalcati dai cugini ma, quello che è peggio, si ritrovano ora come ora fuori dalla zona Champion’s, quinti e con l’ombra incombente da dietro di Milan e Samp ormai a soli sei punti dalla banda giallorossa. la Roma sembra aver perso, come d’altronde aveva già fatto in questo campionato, gli equilibri tra i reparti e una certa lucidità di manovra. Quando le azioni si susseguono sempre allo stesso modo con cross da destra e da sinistra alla ricerca della spizzata che puntualmente non arriva c’è sicuramente qualcosa che manca all’appello, magari la fantasia e la personalità da chi dovrebbe darla.

Il Milan invece ha giocato come se fosse una finale di Champion’s, ringhioso su ogni pallone, deciso nelle ripartenze e letale negli ultimi dieci metri. Per carità i rossoneri hanno trovato in Cutrone il bomber rapinatore che molte squadre vorrebbero, simile per certi versi all’Inzaghi rossonero, ma quello che la squadra soprattutto ha acquisito negli ultimi tempi è la grinta che Gattuso ha saputo infonderle Con questi ingredienti ecco spiegata l’impresa di ieri che prepara il terreno alla semifinale di Coppa Italia contro la Lazio di mercoledì e al derby di domenica.

Semifinale a cui arriva la Lazio corroborata dalle ultime tre vittorie che sembrano aver cementato di nuovo il gruppo di Inzaghino. Con un Milinkovic così, un Immobile sempre più vicino alla scarpa doro e un Luis Felipe sempre più erede e delfino di De Vrij, la squadra biancoceleste, nonostante la società quest’anno non l’abbia aiutata e sostenuta a dovere con una campagna acquisti idonea e proporzionata, ha ora di nuovo l’entusiasmo per andare avanti verso i suoi tre obiettivi. La Juve sabato all’Olimpico, pioggia, neve e grandine permettendo, ci dirà di che pasta è veramente fatta la Lazio e se i bianconeri continueranno a tenere a bada il Napoli stasera impegnato a Cagliari.

Sul fronte delle squadre di medio-alto cabotaggio la Sampdoria ringrazia Zapata perché il suo goal stratosferico contro un’Udinese sempre più in…crisetta la fa avanzare ancora in classifica a braccetto del Milan e ormai in vista delle maglie giallorosse. L’Atalanta, fermata dalla neve in quel di Torino, rimane per ora staccata  ma sempre sopra il Toro che dopo le iniziali e gioiose imprese mazzarriane si scopre ancora orfano del Gallo che continua a risultare non pervenuto nonostante la sua volonterosa presenza in campo.

La Fiorentina, vittoriosa di misura contro il Chievo, continua il suo pacifico viaggio di crociera nel bel mezzo della classifica in attesa magari l’anno prossimo di far fiorire quelli che ora sono solo timidi boccioli. La qualità c’è ma manca tutto il resto, ovvero la personalità, la coesione del gruppo, l’esperienza e soprattutto la sicurezza nei propri mezzi. Simile percorso a quello dei Viola lo sta facendo il Bologna onestamente assestato nella classifica di mezzo senza grandi affanni e altrettanto grandi pretese. La vittoria di sabato contro il Genoa ne conferma il medio cabotaggio ma provoca una bella frenata alle rinnovate ambizioni del Genoa che si consola comunque al pensiero di aver fermato in precedenza due contendenti alla Champion’s giusto per non fare torto a nessuno. Un Crotone un po’ distratto si prende due sberle dalla Spal nel confronto salvezza giocato in casa.  Il Walterone nazionale la prende tutto sommato bene e fa mea culpa.

 

Di Roberto Crudelini

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