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Fassino profetizza un drammatico ritorno del nazismo

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E’ ormai abitudine di numerosi personaggi istituzionali del nostro Paese ricorrere a giornate simboliche per esternare pensieri demagogici e dal nascosto intento propagandistico.

Il giorno della memoria, celebrato usualmente il 27 gennaio, è l’emblema di come una silenziosa e rispettosa celebrazione possa tramutarsi nel più squallido dei comizi politici, utili solo a far fuoriuscire vecchie ferite mai rimarginate.

Così Torino con la consueta perizia si prepara per addobbarsi in maniera consona per le celebrazioni che dureranno ben 10 giorni, dal 20 al 30 gennaio, in memoria delle vittime dell’eccidio nazista. Una cerimonia che ha forse come unico difetto l’inspiegabile gerarchizzazione dei genocidi e delle stragi succedutesi nella storia: la giornata della memoria dovrebbe avere come scopo il ricordo di tutte le vittime innocenti per lo meno dell’epoca moderna (meritano un pensiero le migliaia di giapponesi uccisi dalla furia atomica, così come meritano un posto nei nostri pensieri i curdi “gasati” dalle armi occidentali di Saddam Hussein).

Ma ormai su questa classificazione delle stragi ci abbiamo fatto l’abitudine e passiamo oltre rispettando senza polemizzare un giorno di commemorazione. D’altra parte però non possiamo rimanere in silenzio di fronte alle dichiarazioni del sindaco Fassino che così ha parlato in merito al giorno della memoria: “La crisi dimostra come certe idee non siano scomparse. Basta pensare al crollo della Grecia che ha fatto emergere Alba Dorata, o alla crisi economica che ha rinforzato in tutta Europa movimenti xenofobi e antisemiti. Solo nel parlamento europeo si siedono oggi 120 politici che si rifanno a quell’ideologia“. A chi si riferisce Fassino? Potrebbe essere un’insinuazione contro gli scranni occupati da deputati leghisti? Tralasciando queste anonime e vacue accuse verso imprecisati colpevoli, è evidente come il sindaco non abbia fatto propria la lezione di Weimar, così come molti altri politici.

Le idee di Hitler sarebbero cadute nella più completa indifferenza storica se i politici della Repubblica di Weimar insieme agli speculatori di Wall Street e ai capi di Stato che hanno imposto assurdi pagamenti di debiti alla Germania, si fossero comportati come persone accorte e intelligenti. Poco c’entra l’antisemitismo quando la maggior parte delle famiglie non riusciva ad avere oltre un tozzo di pane al giorno per sfamarsi, è la rabbia il motore di tutto, ebrei o finanzieri che siano, e i tedeschi di allora ne avevano a sufficienza per farsi trascinare nella storia che tutti conosciamo.

Ora la situazione per certe caratteristiche ci si avvicina: ci sono debiti incolmabili da pagare, c’è una Repubblica paralizzata e ci sono speculatori incoscienti. E il problema che dovrebbe sollevare Fassino è proprio questo, com’è possibile che si siano ricreati gli stessi errori di natura economica e strutturale di un sistema il cui fallimento è già stato dichiarato a più riprese nella storia? Nel giorno della memoria oltre ai carnefici nazisti ricordiamo anche chi ha causato la Grande Depressione e chi ha imposto i debiti di guerra, facendo i dovuti paragoni con chi ancora oggi vuole affamare interi popoli.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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