TORINO – Il sindaco sabaudo Piero Fassino, da sempre propugnatore della cittadinanza regalata e dello ius soli più integrale, ha cominciato ad elargire lo status giuridico di cittadino onorario, in barba allo stato legale dello ius sanguinis, attraverso un escamotage. Il buon vecchio Fassino si è placidamente accodato alla nutrita schiera di sindaci che, su proposta del ministro Kyenge, hanno deciso di concedere la cittadinanza “onoraria” ai figli degli immigrati nati, per causa o per ventura, sul suono italiano.
Per questi politici l’approvazione di una legge che conceda la cittadinanza italiana a tutti i figli degli stranieri nati in Italia non è più rinviabile e si manifesta come una priorità assoluta. Ecco perché con queste elargizioni si vorrebbe traformare l’onorarietà della cittadinanza in effettività.
Mentre la crisi economica si fa recessiva e molte famiglie specie nel Sud dell’Italia non riescono a sbarcare il mensile lunario, allargare la schiera degli italiani a persone che potranno fare legittimamente la loro scelta a diciott’anni appare la priorità assoluta della sinistra. E come sempre Torino si pone come vessillo (rosso) e antistante a tali battaglie, che alcuni hanno addirittura l’ardire di definire “di civiltà”.
L’appuntamento per concedere la cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia è fissato per San Giovanni: il 24 giugno infatti si festeggia il patrono della città, e quale migliore occasione per elargire la cittadinanza, nemmeno si trattasse di noccioline? E’ la subdola “Cittadinanza civica”, dedicata a tutti i piccoli nati a Torino che non sono in possesso della cittadinanza italiana. Nemmeno la cittadinanza italiana fosse un genere di prima necessità…
A Torino ci sono problemi ben più pressanti a cui pensare: ricordiamo al caro leader che si tratta della città più inquinata d’Italia (IIa in Europa e VIIa nel mondo), nonché la più indebitata della nazione, grazie alle spese dissennate della sua parte politica, al governo cittadino da decenni.
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