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Ritorna il biennio rosso: sciopero selvaggio Gtt

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TORINO- E’ difficile descrivere la condizione di subordinazione totale in cui un cittadino si sente di fronte all’esercizio arrogante e sconsiderato di un diritto, quello di sciopero, che spesso scalfisce la libertà degli individui che non lo esercitano.

Dagli onesti lavoratori ai liberi fancazzisti tutti si ritrovano improvvisamente assoggettati a questa volontà totalitaria che limita notevolmente una libertà fondamentale, ovvero quella di circolazione, dato lo sciopero indetto su bus e metropolitana per ben 24 ore.

Gtt sciopera una settimana si e una no, nel frattempo il servizio rimane pessimo, la metropolitana poi, i giorni in cui non sciopera rimane comunque ferma per qualche black out o altre malfunzioni di sistema; caso strano gli scioperi vengono indetti sempre di venerdì o alla peggio di lunedì, così giusto per garantirsi un week end un po’ più lungo (dicono che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, ma evidentemente gli addetti Gtt hanno trovato il trucco per farlo!).

Sul sito dell’Usb, che non è la chiavetta dei vostri Pc bensì l’Unione Sindacale di Base,si legge un annuncio trionfale che nelle parole ricalca le vetuste lotte di classe tipiche del biennio rosso; in esso si descrive la giornata di “lotta” contro le sopraffazioni della classe imprenditoriale. Lo sciopero è dovuto ai tagli e alle privatizzazioni che si stanno susseguendo nel tempo, per carità tutte cose vere, ma lo sciopero rappresenta ancora a distanza di più di un secolo dalla sua introduzione, l’arma giusta per contrastare certe scelte politiche?

Le organizzazioni sindacali sono purtroppo ancorate ai vecchi dettami sovietici di reclutamento delle masse operaie in funzione di propri interessi politici, così facendo non comprendono che ad oggi per ottenere un risultato incisivo è necessario il consenso della popolazione. E come può arrivare tale consenso se la cittadinanza si trova sempre di fronte a disagi creati da continui scioperi?

Bisogna “epurare” (per usare il gergo sovietico) la classe sindacale da questa ammorbante ideologia attaccata avidamente ad una lotta di classe che non esiste più e che forse non è mai esistita, per iniziare un nuovo cammino basato sulla solidarietà sociale non tra le classi, bensì tra tutti cittadini di una nazione, classificati come tali e non in base al lavoro che svolgono.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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