L’enorme campo rom, tra topi e spazzatura: così Fassino investe i soldi pubblici?
TORINO- Abbiamo deciso che fosse giunta l’ora di fare un po’ più di luce su quella zona d’ombra della città, ad oggi colonizzata quasi per intero dalla “comunità” rom, che, infischiandosene della parola integrazione, ha costruito un “villaggio” fatto di baracche abusive e spazzatura tossica lungo il fiume Dora.
Il nostro tour è partito cavalcando l’ondata di malcontento che accomuna tutta la cittadinanza torinese, ed anche italiana, al solo pronunciare della parola “rom“; parola che richiama a quel vivere alla giornata e spesso alle spalle dei cittadini onesti, un vivere fatto di furbizie e ruberie e che non può preannunciare la benché minima possibilità di integrazione futura.
Abbiamo già denunciato in numerosi precedenti articoli (http://elzeviro.net/2012/11/20/il-trattamento-di-favore-riservato-dalle-ferrovie-dello-stato-ai-rom/) come la pubblica autorità non intervenga mai per rimettere gli zingari su un percorso per lo meno di legalità apparente, ma anzi per bocca di qualche demagogo, che putroppo riveste cariche pubbliche (http://elzeviro.net/2013/05/09/kyenge-fa-istigazione-a-delinquere/) cerca di difendere la comunità rom che risiede abusivamente sul suolo italiano.
Non c’è alcuna logica ragione giuridica e nemmeno politica nel mantenere lo “status quo“, se non quella di un tornaconto elettorale, e il video da noi fatto può dimostrare come l’integrazione tra gli zingari e i cittadini italiani sia completamente fallita e che anzi sono proprio questi ultimi a fare la parte delle vittime.
L’hinterland rom si trova presso Lungo Stura Lazio, fino all’incrocio con Corso Giulio Cesare, (è visibile anche su Google Earth) estendendosi dunque per svariati chilometri lungo la Dora, il Po e la Stura; è qua che possiamo osservare come baracche siano sorte quasi una sull’altra, insieme ad incredibili discariche a cielo aperto. Tra le macchine parcheggiate, come si può vedere dalle immagini, non ve n’è nessuna dotata di targa italiana, la maggior parte sono francesi (evidentemente la politica di espulsione di Sarkozy, definita hitleriana da alcuni, ha avuto un certo effetto), altre bulgare o rumene, probabilmente non in regola con certificati di proprietà ed assicurazioni.
Nella baraccopoli bambini a piedi nudi corrono e giocano su rifiuti tossici, insieme a cani non in perfetta salute e pantegane di grosse dimensioni. Siamo riusciti a vedere distintamente due ratti copulare sul ciglio della strada. In questo degradante teatrino si è inserito da poco il Comune di Torino che, proprio qualche mese fa, ha sbloccato la bellezza di 5 milioni di euro statali per “rivitalizzare” il campo nomadi; cifra che oltre a risultare esagerata per un’opera di bonifica, ci chiediamo il perché di tale destinazione, dato che il Comune sta svendendo pure il trasporto pubblico per avere un po’ d’ossigeno. E non può più gestire le residenze per i malati non autosufficienti, insieme ad altri svariati tagli draconiani che si è autoimposto.
Rammentiamo ai gentili lettori che già il sindaco Chiamparino, predecessore della stessa casacca del sindaco Fassino, promise anni addietro di sgomberare in sei mesi questa situazione di degrado e d’illegalità. La situazione invece volge al peggio e le tonnellate di rifiuti palesano un’emergenza sanitaria evidente per la città tutta, considerato poi che i nomadi amano viaggiare sui mezzi Gtt (a sbafo) per il territorio comunale. La scorsa settimana una retata dei carabinieri ha portato all’arresto di una trentina di nomadi ed alla denuncia di cinquanta circa tra di essi: il commercio illegale del rame è ancora una delle attività più fiorenti tra Rom e Sinti. Il cimitero monumentale di Torino, prossimo al campo in questione è stato oggetto più volte di trafugamenti di vasetti di rame portafiori. Gli scrupoli dei nomadi sono al minimo, mentre quelli dei politici buonisti (interessati) sono ai massimi di sempre.
Certo, se i soldi pubblici andassero realmente agli zingari dovremmo aspettarci a breve una svendita del sistema idrico e di quello sanitario a qualche sciacallo senza scrupoli…la strategia è questa: indebitiamo gli italiani per finanziare una comunità che non ha nessuna intenzione di integrarsi!
FreddieGabriele Tebaldi
Elzeviro Informazione indipendente