A Torino, è facile immaginare di trovarsi in un altro continente, pur senza aver fatto tanti chilometri.
Bastano pochi passi per giungere in Piazza della Repubblica e rimanere folgorati dal tripudio di colori, oggetti e persone delle etnie più disparate. Immersi nel mercato più grande d?Europa, Porta Palazzo, però le differenze non ci sono, o meglio ci sono, ma non si vedono. Siamo tutti lì, alla ricerca di beni comuni o particolari, condividiamo gli stessi obiettivi (fatta esclusione degli abili borseggiatori che han ben altri intenti, meno nobili dei nostri!) e lo stesso luogo.
Questa mescolanza di popoli è costruttiva, apprezzabile ed invidiabile, se non fosse che siamo “uomini” e abbiamo tutte le carte in regola per pestarci i piedi l?uno con l?altro. L?invidia, la sete di potere, la fame, l?ignoranza, sono solo pochi esempi dei tanti ostacoli che l?uomo si è creato, ma questa è un?altra storia. Ciò di cui voglio parlarvi oggi è un luogo dove diverse culture e religioni convivono armonicamente, proprio a poca distanza da Piazza della Repubblica: il MAO – Museo di Arte Orientale, sito in via San Domenico, 11, ospite dell?affascinante immobile seicentesco, “Palazzo Mazzonis”, oggi, dopo una lunga storia di generazioni, proprietà del Comune di Torino.
Qui confluiscono le arti e le tradizioni di popoli ancora lontani dal nostro immaginario (seppur ormai presenti sul nostro territorio), quelli asiatici.
L?ampia collezione del museo si articola in cinque gallerie corrispondenti a cinque diverse regioni del grande continente asiatico: l’Asia Meridionale, di cui fanno parte le aree culturali del Gandhara, dell’India e del Sud – est Asiatico; la Cina; la Regione Himalayana; il Giappone e i Paesi Islamici, che esportarono la loro cultura fino al Mediterraneo.
Proprio in questi giorni, fino al 20 luglio 2013, il museo accompagnerà i cittadini verso la stagione estiva con una serie di concerti, conferenze, visite guidate e proiezioni di film e documentari. L?evento è giunto alla quarta edizione e prende il nome di “Darbar: luci da Oriente”, termine che indica il luogo ove si svolgevano gli eventi artistici negli antichi palazzi dei Mah?r?ja.
Prossimi appuntamenti domani, 13 Giugno, alle ore 18, “L?Arabesco. Ritmo e geometria nell?arte islamica”, percorso di analisi della decorazione delle opere artistiche islamiche e, alle ore 21, conferenza “Oriente Effimero. Il Cairo ricostruito e l’Oriente evocato nelle Esposizioni Universali”. Tutte le attività della rassegna sono a ingresso gratuito.
Un modo alternativo per viaggiare, rimanendo nella nostra città, sperando di poter raggiungere un giorno quei posti così lontani, poiché quanto più i tuoi occhi riescono a vedere, tanto più la tua anima cresce.
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