Home / In Fuorigioco / Il sogno della Lazio si infrange contro due pali: la coppa va alla Juve

Il sogno della Lazio si infrange contro due pali: la coppa va alla Juve

Condividi quest'articolo su -->

 

 

La legge del calcio a volte sa essere terribile e disumana: dopo 120 minuti di autentica battaglia, ma soprattutto dopo tre occasioni clamorose sprecate per un nonnulla, la Lazio deve inchinarsi di fronte alla squadra più forte ma anche più cinica. Alla Juve infatti sono bastati tre tiri in porta (quelli dei goal più uno di Pirlo su punizione) per portarsi a casa la sua decima Coppa Italia mentre ai biancocelesti cuore, polmoni e muscoli non sono bastati perché gli dei del calcio avevano già deciso altrimenti. Lo avevamo già scritto ieri: Davide doveva cogliere al volo l’occasione non appena la guardia di Golia si fosse aperta e…guai a sbagliare perché di sicuro il gigante, in questo caso, ti avrebbe punito e…così è stato.

A dir la verità la squadra di Pioli inizia alla grande la sua finale con la splendida deviazione vincente di Radu che infiamma i trentamila di fede laziale. Ma la Juve è la Juve e nel giro di soli sette minuti sa reagire con Chiellini in versione bomber, bravo a deviare al volo il pallone in mezzo a un nugolo di avversari approfittando anche di una mancata uscita di Berisha nell’occasione apparso abbastanza incerto. La partita, dopo questo botta e risposta iniziale, si è quindi reincanalata in un confronto duro, ma sostanzialmente equilibrato con le due difese attente e impenetrabili. Coraggiosa, quasi irridente, la scelta da parte di Pioli di inaugurare la difesa a tre con De Vrji, Gentiletti e Radu e con Basta spostato un po’ più avanti sulla fascia. Sta di fatto che comunque le occasioni migliori le ha avute la Lazio prima con una deviazione di piatto troppo debole di Cataldi splendidamente servito da un instancabile Anderson e poi con Parolo che tira al volo mandando il pallone a sfiorare letteralmente il palo alla destra dell’estremo bianconero.

Solo allo scadere della ripresa si verifica l’ultima occasione dei tempi regolamentari con Djordjevic, subentrato ad un Klose un po’ avulso dalla partita, che su perfetto assist di Parolo si è trovato a tu per tu con Storari ma invece di provare il tiro a quel punto quasi a botta sicura, finisce solo con il passargli una palla innocua. Per il resto la partita è rimasta bloccata con la Lazio che ha quasi sempre mantenuto il pallino del gioco e con la Juve brava ad approfittare di ogni occasione per ripartire come solo lei sa fare. La svolta della partita arriva solo nei tempi supplementari quando sempre Djordjevic tira verso la porta bianconera un autentico missile terra aria che, dopo aver superato Storari,  va prima a stamparsi sul palo interno alla sua sinistra e poi va a schizzare sul palo interno opposto prima di uscire incredibilmente fuori strozzando così in gola l’urlo di mezzo Olimpico e dello stesso giocatore serbo che già stava per andare ad esultare verso i suoi compagni.

Come dicevamo la legge del calcio sa essere micidiale, disumana e…ineluttabilmente puntuale perché poco dopo, approfittando di un rimpallo in area, Matri, subentrato ad uno spento Llorente, tira in porta e segna il goal decisivo, nonostante il goffo tentativo di deviazione di Berisha in serata decisamente sfortunata. La Lazio evidentemente tramortita cerca comunque di reagire con le residue forze che ha ma la Juve, in questo maestra, è bravissima a chiudersi con ordine serrando i ranghi davanti alla sua area di rigore e…nessuno riesce più a passare. I bianconeri festeggiano giustamente il decimo centro e bevono in coppa mentre i laziali escono dal campo a testa alta tra gli applausi di tutto l’Olimpico perché a sconfiggerli questa volta, oltre i meriti dell’avversario, è stato il volere degli dei del pallone. Ora occorrerà rimettere assolutamente in piedi la baracca perché lunedì ci si gioca una stagione intera e di fronte non ci sarà più la bestia (bianco) nera di Pioli ma i più abbordabili cugini di giallorosso vestiti e…vincere dovrà essere la parola d’ordine.

Condividi quest'articolo su -->

Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

Cerca ancora

Milano e Roma over the top

COMMENTO AL CAMPIONATO Le due romane e le due milanesi guardano tutti dall’alto in basso. …