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I Reali di Spagna hanno abdicato

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I campioni del mondo, sconfitti per 2-0 dal Cile, escono dal mondiale e lo fanno, va detto, con dignità e onore come solo i grandi sconfitti sanno fare. Negli occhi smarriti degli ex invincibili del tiki taka si è vista tutta la delusione e l’amarezza per aver dovuto subire sulla propria pelle la legge che domina incontrastata le umane vicende e che rende anche i cicli più gloriosi soggetti alla parabola discendente e all’inesorabile fine. Con questo, bisogna rendere onore anche alla squadra del Cile che, con i vari Vidal, VargasAranguiz ma anche grazie ad un gioco tutto basato sul pressing e sulla velocità, ha saputo scompaginare la linea Maginot della Spagna, fatta di densità a centro campo ma anche di estrema lentezza e forse anche di stanchezza psico fisica.

Probabilmente ai due tracolli subiti, prima contro l‘Olanda e ora contro l’ottimo Cile, hanno contribuito pure alcune scelte non proprio felici del buon Del Bosque che ha dovuto fare di necessità virtù adeguandosi a quanto, suo malgrado, era successo negli spogliatoi tra Piquè  e Sergio Ramos e che ha incredibilmente lasciato in panchina uno come Xavi, in grado di dare quella fantasia che oggi alla Spagna è mancata totalmente. I subentrati Javi Martinez e Pedro non si sono rivelati all’altezza del gravoso compito che si sono improvvisamente trovati sulle loro spalle inadeguate. Se a questo ci aggiungi l’aggressività degli avversari e la stanchezza fisica accumulata in una stagione tirata al massimo eccovi servita la …frittata/tortilla espanola.

Di sicuro, guarda caso, il tramonto del gioco che ha permesso agli iberici di conquistare due campionati europei e un mondiale è coinciso proprio con il tramonto del Barcellona che di quello stesso sistema era ed è stato l’originale copyright. Mentre Re Juan Carlos ha abdicato in favore di suo figlio Felipe VI, la Spagna del pallone ha così mestamente abdicato in favore dei suoi avversari lasciando vacante scettro e trono.

Non ha ancora abdicato però, come ben sappiamo, il calcio spagnolo in quanto tale, vedi finale di Champion’s tutta madridista, Europa League tutta…sivigliana e futura Super Coppa Europea tutta…Liga Espanola.

Quello che sembra finito, tramontato è invece proprio il ciclo del tiki taka, un modello di calcio che ha dominato per sei lunghissimi anni ma che ora non aveva evidentemente più i giusti attori per continuare ad essere recitato  fedelmente. Un genere di calcio molto poco spettacolare che venne, sono in pochi a saperlo, inaugurato quarant’anni fa dalla Ternana di Corrado Viciani con la famosa tela del ragno, meglio nota come gioco corto, ovviamente con ben altri interpreti ed esecutori, e che già a quei tempi fece un po’ sorridere chi si piccava di intendersi di calcio. Un calcio allora distante anni luce da quello attuale e con le difese arroccate nella marcatura a uomo e con i fuori gioco che erano rari e occasionali come può esserlo un tifone nel Mediterraneo.

Ora, ironia della sorte, quello stesso tiki taka, rivisitato e corretto, ha trovato in Prandelli il suo nuovo estimatore e interprete e chissà che non serva a riaprire provvidenzialmente un ciclo pure in terra latina. Di sicuro l’Italia sta collezionando come mai prima d’ora, una supremazia nel possesso palla che geneticamente non ci è mai appartenuta, vedi il gioco dei nostri club splendidamente naufragati nelle coppe. Un tiki taka, traducibile in Italiano con il più appropriato ticchete tacchete, che potrebbe aprirci delle prospettive a dir poco insperate. Chissà…intanto però continua a casa Italia lo stillicidio di infortuni, vedi Barzagli con il riacutizzarsi del suo solito malanno al tendine d’Achille. Un intoppo che dovrebbe costringere Prandelli a schierare contro…il/la Costa Rica (maledizione qualcuno ci aiuti!) un inedito quartetto formato da Abate sulla destra, Darmian sulla sinistra, e al centro Bonucci e Chiellini.
Chi sarà il direttore di tale orchestra inedita non lo sappiamo ancora con certezza anche se segnali di un ritorno al…passato glorioso di Capitan Buffon incominciano ad esserci. Nelle zone nevralgiche del centro campo sembra ormai appurato che Thiago Motta prenderà il posto di Verratti e che magari in corso d’opera ci potrà essere l’occasione per la solita staffetta dell’ultima mezzora tra Balotelli e Immobile, con Insigne pronto sulla rampa di lancio per sostituire…non si sa bene chi. Infatti nell’attuale scacchiere chi potrebbe rinunciare ad uno come Marchisio o a Candreva? Staremo a vedere…intanto stasera godiamoci rilassati lo scontro ultima spiaggia tra Uruguay e Inghilterra: chi rompe prima del traguardo paga con l’eliminazione…visione non consigliata agli uruguagi e ai sudditi di Sua Maestà deboli di cuore. Una Regina Elisabetta, va detto, che, al contrario del suo eminente collega ispanico, di abdicare non ne vuole proprio sapere.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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