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L’idraulico di Letta diventa Commissario alla Cultura

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Nel Paese dei paradossi la folla plaude il pragmatismo di Letta (nonostante il suo governo non abbia fatto nulla fin’ora), la sua pacatezza e il suo “senso della posizione” (ovvero il sapere stare li perché qualcuno ce l’ha messo).

Sono pochi in realtà quelli che analizzano da un punto di vista prettamente politico le azioni del governo Letta, che ad oggi non si è reso protagonista di alcuna azione, neanche turpe.

Se d’altra parte il governo di Monti si era contraddistinto per delle manovre scellerate, vedi gli esodati della Fornero, entrando così di prepotenza nelle prime pagine di tutti i giornali, ora invece non c’è nulla da dire, proprio perché niente si fa. Viviamo una situazione politica d’ignavia, dove Letta e la sua squadra sembrano voler emulare quella strategia calcistica detta “melina“, per addormentare avversario e spettatori.

Intanto però Letta vuole mantenere ferme le abitudini della politica nostrana, e così non esime nemmeno lui, applaudito dai migliori tecnocrati europeisti, dalla moda del “sistema i tuoi amici dove vuoi“. Così Pier Francesco Pinelli, dopo aver speso il proprio tempo come esperto di strat-up e piattaforme digitali tra Eni ed Erg, diventa Commissario Straordinario di governo per le fondazioni lirico-sinfoniche.

Il suo compito sarà quello di gestire la “modica” cifra di 75 milioni di euro, attuale bacino economico delle fondazioni. A riprova della nochalance con cui Letta ha nominato il proprio idraulico vi è la reazione lievemente piccata di un esponente Pd, tale  Andrea Marcucci: “Si tratta di un incarico molto delicato. Mi auguro che il profilo scelto sia quello giusto“.

Quando i nostri genitori ci dicono che gli elettricisti e gli idraulici sono i mestieri più redditizi in Italia, non mentono affatto!

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Di Redazione Elzeviro.eu

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