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Il Pd sta cambiando, l’Italia è la stessa

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PARTITO DELLA NAZIONE? La renziana Simona Bonafè è campionessa di preferenze al centro nelle recenti elezioni europee: ella già precedentemente aveva dichiarato di non far parte della sinistra ideologica, bensì di quella pragmatica. Ospite nella trasmissione ” L’aria che tira stasera” (2/6) , ha parlato di “partito della nazione” , come se si fosse trattato di un voto plebiscitario. A noi sembra che abbia esagerato non poco, perché il famoso 40,8% dei consensi ottenuti è stato inferiore alla percentuale dell’astensione, che ha raggiunto il 42,3%.

PROCLAMI. Invece di crogiolarsi con il risultato e continuare ad annunciare riforme e decreti per sbloccare l’Italia, Renzi dovrebbe dirci dove troverà i 9,3 miliardi di euro richiesti ieri dall’Unione europea, che l’ha già favorito non aprendo la procedura per debito eccessivo e consentendogli di rinviare il pareggio di bilancio di un anno. Noi altri poveri cristi vorremmo sapere qualcosa sul fiscal compact, che incombe come una mannaia fra 7 mesi e di cui nessuno parla per non turbare gli animi.

FISCAL COMPACT. Si tratta di un esborso di una cinquantina di miliardi di euro per una ventina d’anni che fa tremare i polsi, ammazzando ottimismi a buon mercato e speranze alquanto aleatorie. Archiviata l’euforia per la festa della Repubblica con la tradizionale parata ai fori imperiali, caldeggiata da un pubblico festoso, Renzi deve tener conto che quelle persone che ora lo applaudono sono le stesse che applaudivano Berlusconi ad Onna dopo il terremoto del 2009. Persone che poi gli hanno tirato le monetine quando è salito al Quirinale per dimettersi il 12 novembre 2011. Dalle stelle alle stalle il passo è breve. Come disse il poeta
“Temi Iddio e l’idiozia della plebe”. Giuseppe Franchi Naa 

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Di Redazione Elzeviro.eu

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