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«Né conflittualità né sudditanza»

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Così ha detto Renzi alla fine del vertice europeo, ma occorre fare una correzione in quanto non c’è conflittualità, è vero, perché la sudditanza è totale. Come avevamo previsto, il nostro premier torna a casa con tante pacche sulle spalle, ma a mani vuote. Rimane però da sottolineare, come ha precisato Corsaro (FdI) a “Night desk” (21/03), che la Francia e la Spagna, senza chiedere alcun permesso, hanno bypassato il 3% per esigenze interne e si sono limitate a comunicarlo senza troppi patemi.

Più che recarsi col cappello in mano Renzi si è comportato come uno scolaretto che ha alzato la mano in aula per usufruire dei servizi igienici, senza dimostrare di possedere quegli attributi necessari per prendere la situazione di petto e non di striscio. Matteo è andato a Bruxelles per frasi bello e per piacere a tutti i patners europei, dimenticandosi che alla fine della favola potrebbe non più piacere in casa sua (non che questo vada contro il suo mandato imposto e non scelto da una qualsivoglia platea democratica).

Per quanto concerne poi i “tagli” ai managers pubblici bisogna evidenziare a lettere cubitali ciò che ha osato dire l’amministratore delegato delle Ferrovie dello stato Mauro Moretti: “Io guadagno 850mila euro all’anno, ma se il governo taglia io me ne vado” . “Se ne vada pure” gli avremmo risposto subito noi, perchè riusciremo subito a rimpiazzarlo e senza problemi, con una cifra di gran lunga inferiore. Invece Renzi , pur apparentemente contrariato, ha solo risposto che “continuerà la sua battaglia”. Senza però specificare con esattezza contro chi e che cosa.

Oltre al fiscal compact (40 miliardi all’anno per 20 anni che pesano sulla groppa dei cittadini), la disoccupazione, la tassazione altissima che ci impoverisce tutti, ci tocca pure ascoltare al TG la tracotanza inaudita di un dirigente pubblico che intasca una quantità di denaro da capogiro (superata da colui che dirige le Poste, che raggiunge 2.201.080 euro all’anno) . Visto però che non ha protestato apertamente, c’è da pensare che rimanga al suo posto anche se verrà decurtato del 10%. Sbattere in prima pagina una sperequazione di tale portata fra la gente comune sotto i 20mila euro (quando va bene!) e questi nababbi, è un pugno nello stomaco che produce conati di vomito. Non c’è altro da aggiungere.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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