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Italicum impantanum

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Giunti a questo punto, con un parlamento putridum, una domanda è d’obbligo: a chi servono elezioni e coalizioni? Non certo ai cittadini che fanno fatica a mettere insieme colazione, pranzo e cena, visto che la pressione fiscale continua ad essere altissima, la disoccupazione pure ed i soldi a disposizione sempre pochissimi. Di conseguenza non si riesce nemmeno a comprendere tutto il can can che si sta facendo sul tema delle preferenze, come se la scelta di un nome da scrivere sulla scheda, fra quelli messi in vetrina dai partiti, sia una questione di vita o morte . Ma chissenefrega! Non c’è un politico che valga un bottone, che non dica le solite frasi imparate a memoria secondo copione e faccia gli interessi della gente.

Hanno tutti le mani in pasta (chi più chi meno) , sennò non sarebbero lì. Pretendere che si dia fiducia a qualcuno in particolare è troppo. Visti i sondaggi attuali , con gli sbarramenti proposti dalla bozza della nuova legge elettorale, i partiti rappresentatiin parlamento non saranno più di tre (forse quattro) , che avranno l’unico scopo di favorire coloro che li foraggiano.

Se poi i partitelli (non i cespugli da zero virgola) devono raggiungere il 5% per la ripartizione dei seggi, possono solo (come ha detto Crozza a Ballarò) aprire una pizzeria e dare l’addio a Montecitorio. Si scannino pure tra loro , con le loro beghe e le loro buffonate: le persone serie non ne possono più dei loro giochetti di potere e poltrone. Si sono spesi finora 12 milioni di euro per tagliare la spesa pubblica, pardon spending review, ma ai cittadini viene fatta pagare la mini IMU, la TARES, la IUC ecc. come ricorda la TV quotidianamente insieme al rinnovamento del canone Rai di 113,50 euro che scade il 31 gennaio.

Abbiamo una Stato patetico che fa acqua da tutte le parti, un premier (appoggiato da un presidente della repubblica quasi novantenne) che si preoccupa solo di siglare un contratto di stabilità per il 2014 con i partiti che lo sostengono da presentare a Bruxelles come un fiore all’occhiello. A questo si è ridotto il Belpaese, che non è più bello per niente.

Giuseppe Franchi

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Di Redazione Elzeviro.eu

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