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Soldati italiani in Niger e bande armate a casa nostra

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Fine ed inizio d’ Anno… vogliamo soprassedere ai “bilanci” personali? Quelli privati restino tali, quindi passiamo a quelli “pubblici”, che rispecchiano, in totale libertà cronologica ed importanza politica, mediatica e “territoriale”, le personali “perplessità e valutazioni” dell’autore, che possono o meno interessare i lettori.

La prima perplessità dell’anno, specificamente catanese, sorge spontanea (sui social #frullatoditesta): ma come, visti i continui, ripetuti, impuniti trafugamenti e prelevamenti di posta/bancomat effettuati da una o più bande di assaltatori professionisti con successivo, immancabile esame delle immagini riprese dalle “telecamere di sorveglianza… noi (il nostro governo) inviamo 500 soldati nel Niger?

Ma scherziamo? Vogliamo “combattere” (senza sparare, afferma Gentiloni) i trafficanti di uomini in mezzo all’Africa lasciando però scorrazzare indisturbati predoni etnei in sella a bulldozer e furgoni rubati. Beh.. forse le autorità non ritengono “grave” il problema, non tanto da schierare l’esercito.

Riflettendo, sorge un “dubbio dal dubbio”: in fin dei conti questi signori (gli assaltatori di bancomat) depredano banche e poste e poi rimettono in circolo gli euro “prelevati” un poco rumorosamente. Non è che sono dei Robin Hood (con il passamontagna nero) che..”rubano ai ricchi (spesso disonesti) per dare ai poveri”?
Seguiranno altri argomenti e problematiche, ma quanto sopra basta ed avanza per l’inizio semiserio del 2018..e per augurare a tutti che l’anno si svolga nel modo migliore.

@v_mannello

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