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Con la benedizione di Allah l’Isis dichiara guerra all’Italia

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Lo stato islamico di Al Baghdadi è uscito allo scoperto rivendicando l’attentato dinamitardo di ieri contro il Consolato Italiano al Cairo. In uno dei soliti deliranti comunicati postato in rete l’Isis ha dichiarato che con la benedizione di Allah, per la cronaca lo stesso che il Cardinale Scola ha fatto invocare ansieme alla nostra Ave Maria, avrebbe fatto esplodere 450 kg di esplosivo in una macchina parcheggiata davanti al nostro consolato. Tanto per…gradire l’Isis ha anche annunciato l’esecuzione di nuovi e imminenti attacchi sempre con..la benedizione del Dio dell’Islam.

Il Ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, in procinto di recarsi alla volta della capitale egiziana, ha annunciato pubblicamente che l’Italia non si farà intimidire. Siccome siamo portati a credere più ai fatti che non alle parole, il nostro governo dovrà spiegarci in che modo concreto si procederà per difendere i cittadini italiani che risiedono tanto in Italia quanto all’estero e, visto che continuiamo a farci invadere da centinaia di migliaia di persone quasi tutte di religione islamica,dubitiamo che sia un’impresa così semplice.

Intanto l’attentato di ieri ha provocato il ferimento di nove innocenti, di cui due in condizioni critiche, colpevoli solo di essere passati da quelle parti o di vivere nei pressi del consolato che, al momento dell’esplosione, era chiuso. Anche per questo motivo non risultano italiani coinvolti nell’attentato. C’è da chiedersi che cosa sarebbe potuto succedere se gli uffici della nostra sede diplomatica fossero stati aperti. Chiaro quindi l’intento  di lanciarci per ora un semplice ma preciso avvertimento che potrebbe rappresentare solo l’inizio di un’escalation del terrore, tante volte annunciata, nei confronti del nostro paese. 

La sfida che è stata lanciata dagli accoliti di Al Baghdadi è comunque da non sottovalutare perché strategicamente organizzata a livello planetario, a 360 gradi e, Grecia permettendo, occorrerà a questo punto una linea di condotta concordata e coordinata tra i vari stati dell’Occidente, Stati Uniti e Russia compresi. Allo stato attuale infatti non esiste posto dove ci si possa sentire al sicuro dalla spada dell’Islam, L’Isis sta dimostrando infatti di possedere un’organizzazione in via di espansione, capillare e tecnologicamente evoluta, in grado di coordinare l’azione di centinaia di commando sparsi per il mondo. Dalla sua parte lo stato islamico ha fondi finanziari non indifferenti, una capacità di utilizzo dei media quasi perfetta e l’entusiastica partecipazione di masse islamiche sempre più pronte a portare alle sue logiche conseguenze la jihad,

Dulcis in fundo, l’Isis ha anche la capacità opportunistica di saper sfruttare a pieno la debolezza politico-militare e la mancanza di coordinamento da parte degli stati occidentali lenti e farraginosi nella loro azione politica e, in questo momento, anche “deviati” e “distratti” dalle contingenze economiche di stampo greco. Intanto la bandiera nera avanza sia dal punto di vista dell’azione militare territoriale che da quello del terrorismo.Risolta la crisi greca, sarebbe forse arrivato il momento di risolvere in un modo o nell’altro anche quella islamica, ma forse…stiamo chiedendo troppo.  

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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