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L’euro-ricatto imprigiona Tsipras

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Non poteva essere la passeggiata di salute che Syriza aveva preannunciato prima e dopo la sua campagna elettorale. Audaci gli intenti e coraggiose le dichiarazioni, come la richiesta di far pagare i debiti di guerra alla Germania, ma alla prova dei fatti il potere del soldo purtroppo l’ha vinta.

Troppo piccola la Grecia e troppo isolata per contrastare l’immenso potere finanziario che possiedono Germania, Bce e Fmi (oltre a tutti gli istituti di credito ad essi collegati). Sulle pagine di wallstreetitalia.com (un nome che indica già un certo tipo di asservimento) traspare con entusiastico messaggio la descrizione dell’accordo, si fa per dire, raggiunto tra l’Eurogruppo e la Grecia. In realtà di “accordo” c’è stato ben poco, si è trattato in realtà di un vero e proprio ricatto in cui chi ha più potere economico vuol dettare l’agenda politica di chi non ce l’ha, in questo caso la Grecia.

Il prestito ellenico è stato infine esteso per soli 4 mesi, quando in realtà il governo greco ne chiedeva almeno 6, ed è stato ovviamente subordinato all’applicazione di riforme strutturali che passeranno al vaglio delle potenze finanziarie europee. Questo e solo questo sarà l’unico modo per Tsipras per poter ritrattare le politiche che fino ad oggi sono state imposte al popolo greco, provocando, ricordiamo, l’aumento incontrollato della disoccupazione che ad oggi tocca il 25,9% (più alto della Nigeria e del Libano, per intenderci).

Il ministro delle finanze tedesco Schauble ha detto chiaramente che qualsiasi aiuto economico non verrà erogato fino a che questo “piano di salvataggio” non verrà applicato in toto. Quali sono queste riforme strutturali? Quelle che purtroppo conosciamo da tempo: sono le riforme attuate per coprire il buco di bilancio, almeno questo è l’intento, ma che in realtà servono a privatizzare aziende pubbliche di strategica importanza, ad abbassare il livello medio dei salari e a tagliare quel poco che è rimasto di welfare state.

Il ministro greco delle finanze Varoufakis tenta timidamente di far capire che questo è un ricatto unilaterale e non un accordo: “Non abbiamo firmato nessun Memorandum”, dice, ma in realtà è consapevole della difficoltà estrema di slegarsi da questi burattini della finanza europea.

La Grecia avrebbe bisogno di alleati per poter attuare il suo legittimo programma politico, difficile però trovarne, quando anche i più deboli sono pronti a telefonare alla Merkel per raccomandarsi che in Grecia non facciano i furbi…vero Matteuccio?

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Di Redazione Elzeviro.eu

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