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Secondo messaggio all’America

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L’Isis non si ferma e manda in rete un secondo lugubre video in cui riappare “l’uomo nero” armato di coltello insieme alla sua nuova vittima, il secondo ostaggio statunitense Steven Sotloff. Stesso palcoscenico della precedente esecuzione di James Foley, stesso cerimoniale con l’ostaggio vestito di una tuta arancione e costretto a ripetere in modo meccanico il suo messaggio all’America e al Mondo Occidentale. La vittima si identifica, dichiarando prima il suo nome e il suo cognome, e poi si rivolge al Presidente Obama rinfacciandogli la sua politica di intervento in Iraq, una politica che avrebbe dovuto tutelare la vita e gli interessi degli americani e che invece, come unico risultato, ha portato al sacrificio della vita di un altro cittadino americano.

 

L’ostaggio ha poi rimarcato quanto il governo statunitense abbia speso con i soldi dei contribuenti e con la vita dei suoi uomini nella sua insensata politica bellica contro lo stato islamico, mentre il presidente Obama, per ottenere i voti necessari alla sua elezione, ha promesso, senza poi mantenere, di ritirare le truppe americane dall’Iraq e dall’Afghanistan ma anche di chiudere il carcere di Guantanamano. Il boia a questo punto si rivolge alla telecamera e dice: “Obama sono tornato vattene dall’Iraq” Lo stesso tetro personaggio ricorda poi come la politica aggressiva del governo americano con i suoi bombardamenti abbia finito soltanto con il provocare il sacrifico di un altro cittadino americano. Se si continuerà, prosegue il tagliagole, a colpire lo stato islamico il coltello calerà sul collo di altre vittime e infine un ultimo invito rivolto, questa volta agli alleati di Obama, a lasciare in pace il popolo del nuovo stato islamico.

 

Il video prosegue con l’inizio dell’esecuzione dello stesso Steven Sotloff, per poi soffermarsi su un altro ostaggio il britannico David Cawthorne Haines, pronto anche lui a subire nei prossimi giorni uguale sorte. Anche sull’autenticità di questo nuovo video le autorità statunitensi stanno indagando anche se la notizia della nuova brutale esecuzione è già stata data dal New York Times e i familiari della vittima si sono chiusi nel loro lutto e nel loro dolore. Quello che sembra comunque trapelare da quest’ennesima brutale rappresentazione mediatica è che l’Isis evidentemente teme l’intervento americano e quello dei suoi alleati. Un intervento che, se diventasse più diretto di quanto non lo sia già adesso, potrebbe rivelarsi un ostacolo pesante e forse determinante alle mire espansionistiche del Califfo al Baghdadi.

Scopo di quella che sembra essere l’ennesima brutale e raccapricciante esecuzione è probabilmente quello di dividere il fronte anti Isis ma anche l’opinione pubblica internazionale, un’opinione pubblica particolarmente sensibile alle immagini shock come quelle mandate finora in rete e che potrebbe costringere, così come ai tempi del Viet Nam, il governo statunitense ad alleggerire la sua pressione militare e a disimpegnarsi progressivamente dal settore mediorientale. Ci sarebbe però da domandarsi a quel punto dove potrebbe arrivare il nuovo stato indipendente dell’Isis qualora fosse lasciato libero di agire come meglio crede: uno stato che parla di conquista di Roma e dell’Occidente nel quadro di una futura e …poco rassicurante vittoria sugli infedeli.

 

Intanto Amnesty International lancia il suo allarme per la pulizia etnica che sta avvenendo nel nord dell’Iraq con la scomparsa di migliaia di donne e bambini e con l’esecuzione in massa di minoranze etniche e religiose come quella degli Yazidi insieme alle decine di migliaia di Cristiani costretti a fuggire per non subire la vendetta religiosa dei militanti dell’Isis. Una denuncia questa che finora ha evidentemente lasciato quasi indifferente il mondo e l’opinione pubblica occidentale che evidentemente  diventano molto più sensibili e reattivi soltanto quando la minaccia si fa diretta e palpabile e viene condotta a casa nostra. Fino a questo momento tutto quello che sta succedendo a qualche migliaio di chilometri di distanza non sembra fare breccia sull’animo annacquato di milioni di Cristiani tiepidi e imborghesiti. Chiara ci sembra a questo riguardo la recente considerazione di Papa Francesco sui Cristiani annacquati che sono come il vino allungato: non si sa bene se sia acqua o vino…e di questo ne sta evidentemente approfittando il mondo islamico integralista che conosce molto bene i nostri punti deboli.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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