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Obama prospetta sanzioni energetiche contro la Russia e aggiunge: “il gas all’Europa lo forniamo noi”

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La notizia che la maggior parte dei media diffondono, o propagandano, è quella per la quale Barack Obama stia per autorizzare l’esportazione verso il nostro continente di gas naturale made in Usa, cosicché noi europei si possa alfine divenire indipendenti dai russi e dai loro umori. Non che all’Italia le politiche ancoroché altalenanti della Russia abbiano mai provocato tensioni commerciali, anzi tutt’altro

Tale dichiarazione più volte ripresa e diffusa appare tuttavia come fuorviante poiché molti esperti del settore (su tutti Sergei Vakhrameev) condividono l’opinione che gli americani per diversi decenni a venire non potranno sostituire Gazprom (Газпром) con lo shale gas (quello che deriva dalla macerazione delle rocce) o simili. Gazprom è la più grande compagnia russa ed il maggiore estrattore al mondo di gas naturale. Con vendite per 158 miliardi di dollari nel 2010, conta per circa il 70% della produzione russa di gas naturale e con riserve che ammontano a 18.991 km³, controlla il 18% delle riserve mondiali di gas ed è rifornitore chiave di gas naturale del nostro continente.

 

“Siamo pronti ad autorizzare l’esportazione di gas naturale in Europa nelle stesse quantità consumate attualmente, su base giornaliera, dagli europei”, ha dichiarato il Presidente Usa nel vertice di Bruxelles USA-UE. Appare piuttosto sconcertante che nello stesso discorso Obama, come se nulla fosse, parli degli interessi nazionali del suo paese come rimedio sanzionatorio contro la Russia per l’azione di quest’ultima in Ucraina. Obama vuole rifornire tutti gli europei del suo gas. Quand’anche l’impresa fosse possibile, e non sembra che lo sia, Obama cerca di sfruttare al meglio la delicata situazione Ucraina per il suo tornaconto: un’attività non troppo nuova per i presidenti a stelle e strisce nelle ultime guerre alle quali hanno partecipato, direttamente o indirettamente.

Trattando nel su citato vertice la questione Ucraina Obama ha prospettato infatti, tra le possibili nuove sanzioni contro la Russia, quelle che si concentrano sull’energia. “L’Europa deve pensare a un modo per diversificare ulteriormente le proprie fonti di energia”, ha sottolineato Obama, che forse dovrebbe evitare frasi come “l’Europa deve“, alle quali i tecnocrati di Bruxelles sono molto abituati, e forse alle quali, dopo l’imminente tornata elettorale, dovranno disabituarsi.

Per soddisfare il bisogno energetico attuale degli Europei, gli Stati Uniti dovrebbero fare a meno di una parte del consumo interno dell’energia non incosistente, per il quale non basta introdurre come obbligatorie le lampadine a risparmio energetico in tutta la Federazione (come già è in California, per esempio).

“Prima del 2012, gli Stati Uniti si sono imbattuti in una carenza di gas che poi si è gradualmente ridotta. Nel 2013, per esempio, hanno registrato un surplus di energia, seppur non molto ampio. Ecco perchè non si può ancora quantificare il gas che sarebbe possibile fornire al mercato europeo”, ha spiegato aVesti.ru Rustam Tankaev, amministratore delegato della società Info-TEK-Termina, altro qualificato esperto in gas e petroli.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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