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CRIMEA /Perché (questa volta) non siamo con Putin

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Vladimir Putin negli ultimi anni ha riscosso le simpatie di gran parte della popolazione mondiale a causa delle sue politiche, da molti considerate insanamente nazionaliste, ma che invero paiono l’espressione di una sovranità forte e che al limite possono essere qualificate come identitarie.

L’ex agente del Kgb, essendo stato a capo di un gruppo editoriale ed avendo coltivato una personale amicizia con Berlusconi, sa bene come orientarsi nel mondo delle comunicazioni: ogni mossa è una boutade per orientare la popolazione russa e quella mondiale nel fornirgli un supporto forte ed incondizionato. I popoli dell’Europa del sud, per esempio, sono divertiti di fronte allo spettacolino che impazza sui social networks, nel quale Putin si fa beffe della Merkel terrorizzandola con il suo Labrador nero: la cancelliera ha una forte fobia per i cani e Putin ha introdotto la sua cagnetta ad un recente incontro.

 

In realtà così com’è degno di stima Putin a causa delle sue interessanti politiche interne, così dovrebbe esserlo Merkel, che nel suo paese gode della fiducia quasi incondizionata della maggioranza degli elettori. L’Italia dovrebbe provare (e diffusamente prova) un certo risentimento nei confronti della Germania, che opera politiche per nulla solidali nei confronti del nostro paese, nel solco di una crescita continua del paese teutonico anche a scapito nostro, trattenendoci in patti scellerati e sotto il giogo di una dittatura €conomica impostaci senza chiedere nulla ai cittadini. Il risentimento però deve accompagnarsi ad una stima: se fossimo tedeschi, stiamo pur certi che non potremmo odiare Merkel.

 

Esiste una diffusa stima nei confronti del presidente russo: fin da quando infatti il suo consenso popolare è stato uno dei più alti nel mondo, le sue scelte di politica interna hanno trovato il riscontro favorevole di milioni di persone che credono nei valori della famiglia tradizionale, nel rapporto con Dio e nel rispetto dei credenti e dei non credenti.  La stima in quanto europei nei confronti di Putin si deve ora però accompagnare, anche in questo caso, ad un risentimento. Non possiamo, in virtù di una stima diffusa e condivisibile nei confronti di un personaggio che, come Merkel, fa crescere l’economia del suo paese e in più difende nella Duma i valori della famiglia tradizionale, chiudere gli occhi su quanto sta avvenendo in Crimea.

 

Qui è palese l’agire di Putin per difendere i suoi interessi a scapito di un paese europeo che perde così la sua integrità territoriale. E’ come se l’Austria decidesse di annettere la provincia di Bolzano: né più, né meno. Vladimir Putin ha presagito il recente e fondato pericolo che l’Ucraina aderisse all’Unione europea e, considerando che il 60% del gas russo che giunge nell’occidente dell’Europa  passa dall’Ucraina, non è stato certamente lieto che questo traffico potesse essere controllato dalle 12 stelle. La Crimea inoltre ospita a Sebastopoli la flotta navale russa nel Mar Nero: come se gli Stati Uniti, che hanno delle basi militari in Sicilia, si prendessero l’Isola… Un esempio parossistico? Ebbene al termine della Seconda guerra mondiale vi sono state delle trattative per la cessione dell’Isola agli States. Quindi, ancora una volta, non parliamo di aria fritta, ma di esempi concreti e perfettamente paragonabili alla tragica situazione attuale.

 

In Ucraina la maggioranza della popolazione è russofona. E quindi? Quanti paesi hanno regioni a statuto speciale che sono rispettate tanto quanto, se non addirittura di più delle altre? Viene in mente il favoritismo del quale anche nella nostra penisola alcune province godono, dal punto di vista dell’autonomia, fiscale e dei servizi. La Crimea, se si guarda alle entità storiche etnografiche che la compongono, dovrebbe essere la repubblica indipendente del popolo tartaro: sono infatti i Tartari gli abitanti originari della Crimea, non i russi, non gli Ucraini. I Tartari attuali, relegati ad una minoranza ringraziando gli sterminii di massa operati dai dittatori sovietici, sono peraltro (com’è facile immaginare) contrari all’annessione alla Russia decretata da un referendum che, da ogni parte del mondo, viene visto come illegittimo dal punto di vista del diritto internazionale.

Come sempre quando vi sono risorse energetiche importanti di mezzo gli Stati Uniti si ingeriscono in modo pesante: la Crimea è fondamentale che possa da costoro essere controllata per frenare le ambizioni russe, nonché la forza (già molto frenata di suo) dell’Unione europea.

Fa davvero cadere le braccia constatare come le dichiarazioni congiunte dei ministri dell’Unione europea siano delle ripetizioni becere delle affermazioni di Kerry, segretario di Stato Usa: l’Unione europea dimostra in questa situazione di essere un agglomerato informe che non si muove unitamente in politica estera, salvo che si affidi all’ala protettrice e interessata degli Stati Uniti: sentire dire da Mogherini che il referendum in Crimea è illegittimo, senza argomentazioni in punta di diritto sufficientemente esaustive, riflette bene la situazione politica nazionale, frutto di nomine di partito, con il terzo governo deciso a tavolino da una massa di pagliacci e burocrati capitanati dalla più alta carica dello Stato.

 

In questa battaglia geopolitica che gli Stati Uniti stanno combattendo contro la Russia, l’Unione europea fa la solita figura barbina di un ente asfittico e senza spina dorsale, unito solo e soltanto da interessi economici peraltro ora schiacciati verso un’usurocrazia delle istituzioni creditizie private e verso il favore dell’economia di un paese in particolare. E’ all’Ucraina che vanno i nostri pensieri commossi ed in particolare ai migliaia di ragazzi patrioti che si stanno arruolando a Kiev e nell’ovest del Paese per non vedere la patria distrutta da biechi interessi economici stranieri.

 

 

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Per approfondire:
> http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/14/crimean-referendum-illegal-international-law Perché il refendum in Crimea è illegittimo (ENG)

> http://it.euronews.com/2014/03/20/occidente-debole-contro-putin-allarme-da-washington-sulla-crimea/ “Occidente debole contro Putin – Allarme da Washington sulla Crimea”, Euronews

 

Freddie

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Di Redazione Elzeviro.eu

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