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I bambini messicani riconquistano le zone degli spacciatori

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Che fantastica iniziativa ci viene segnalata quest’oggi da “La Stampa”, lanciando così un bell’esempio per quello che potrebbe essere un risveglio nostrano.

Ci viene così raccontata l’epopea di alcuni giovani artisti messicani che a suon di pennellate e disegni sono riusciti a riconquistare uno spazio che era diventato simbolo del potere narcos di Culiacan, capitale di Sinaloa (uno degli stati più violenti del Messico).

La colonia 5 de mayo era situata in una delle zone periferiche della città, risultato terrificante della globalizzazione, perché ricordiamoci che il traffico di droga internazionalizzato è uno dei tanti risvolti negativi della decantata globalization. In questo stato messicano è presente uno dei cartelli più forti del settore stupefacenti, guidato dal ricercato JoaquinEl ChapoGuzman, che ormai ha preso il sopravvento su qualsiasi altro settore dell’economia, paralizzando di fatto la crescita e lo sviluppo del paese.

Foraggiati e aiutati probabilmente da chissà quale multinazionale sparsa nel mondo (forse proprio con l’intento di bloccare il resto dell’economia messicana), ecco che questi narcos sono riusciti a colonizzare un paese, trasformando luoghi come la colonia 5 de mayo in vere e proprie narcosale a cielo aperto.

Questo luogo destinato allo sbando e sballo collettivo si è invece trasformato in un’oasi nel deserto grazie all’aiuto di questi giovani artisti. Pittura e teatro, ma anche punto di discussione della comunità cittadina: così si è trasformata la ex narcosala, con la speranza di chi non molla di fronte alle ingiustizie e ai soprusi.

Questo è un esempio da riproporre in altre realtà, anche nella nostra Torino, dove alcune “abitazioni occupate” si stanno trasformando anch’esse in narcosale e crocevia di spaccio di droghe…andiamo a riprendercele!

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Di Redazione Elzeviro.eu

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