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Con la tecnologia svaniscono i ricordi veri

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I social e certe tecnologie, se abusate, divengono un mezzo di atrofizzazione cerebrale di massa. 

Vuoi fotografare l’albero di Natale? Naturalmente lo fai e lo posti su Instagram, il popolare social di foto che è stato comprato tre anni fa per una cifra folle (un miliardo di $) da Facebook. E morta lì. Hai la tua bella foto e i tuoi mi piace, che tra l’altro su Instagram provengono soprattutto da sconosciuti, stante il meccanismo degli hashtag che fa sì che il tuo albero compaia sui cellulari di chiunque stesse consultando le foto degli alberi di Natale. Però probabilmente non ti ricordi più, come un tempo, dove comprasti l’albero, le palline, il puntale o la stella. Ci sono quelle famiglie nelle quali ogni pallina arriva da un viaggio, un fine settimana, un’evenienza lieta, ma sono la minoranza e basta qualche anno senza seguire la tradizione e si scorda tutto. Un’università americana ha pubblicato uno studio firmato da Linda A. Henkel della Fairfield University, che spiega questa sensazione con allarmistici dati provati.

Attraverso un esperimento è stato chiesto a dei giovani di fotografare in un museo le opere più interessanti. Il giorno seguente è stato loro chiesto di descrivere alcuni particolari delle opere viste il giorno precedente, ebbene: più fotografie uno studente ha scattato, meno nitido è il ricordo dell’opera su cui è stato interpellato.E’ un po’ quello che già accade al senso di orientamento delle persone, che si sta ridimensionando notevolmente a causa dell’utilizzo esagerato ed in certi casi nevrotico di servizi come Google maps: se da un lato diventa arduo perdersi con un cellulare in mano, dall’altro è sempre più difficile sapersi orientare facendo perno sulle nostre facoltà cerebrali. I social e certe tecnologie, se abusate, sono in grado di atrofizzare alcune nostre facoltà cerebrali che potrebbero invece rivelarsi utili in situazioni di emergenza.

La memoria, arte insita che deve essere allenata più che mai, subisce grazie ai social networks una batosta colossale. Non siamo più ai tempi in cui per allenarla si imparavano lunghissime poesie, ma non per questo dovremmo farci sopraffare dalla vanità di certi diabolici social networks. Sì, perché tra le facoltà cerebrali atrofizzate dal social c’è spesso il senso del pudore: così vedremo delle ragazze che nella vita reale sono sempre state molto a modo postare foto esageratamente discinte anche per chi moralista proprio non è oppure foto in situazioni molto private, ad esempio mentre si è seduti sulla tavoletta del water.

Chi si accorge per primo del problema è solitamente il fruitore più accanito dei servizi in questione. Colui che provate a togliergli il social ed avrà un attacco di panico. Forse tutti coloro che fanno del social un uso quotidiano dovrebbero disconnettersi periodicamente da facebook, twitter, instagram e via dicendo per riassaporare il gusto dei rapporti sinceri, dei bei ricordi impressi a fuoco nella memoria, delle fotografie fatte con gli occhi, del ricordo della strada da fare per andare a trovare un amico.Che bel pensiero questo: vado a postarlo su Facebook.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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