TORINO – Il sindaco di Torino Fassino si permette di fare un intervento ai limiti del fantascientifico quando dice: “dopo l’opera di stabilizzazione condotta quest’anno, il 2014 sarà l’ora della ripresa“. Il parossismo che suscitano queste parole nell’opposizione è unanime: da Fratelli d’Italia al Movimento 5 Stelle non vi è esponente politico locale che non ritenga tale affermazione un azzardo insopportabile. Nell’espressione “opera di stabilizzazione” c’è chi vede disegni biechi come lo strozzare l’attività del mercato rionale ed tasse alzate ai massimi storici. Subito ai più, dietro l’espressione “opera di stabilizzazione” vengono in mente le immagini di pochi mesi fa, quando gli addetti del mercato, disperati per la tassa sull’immondizia aumentata di percentuali superiori al cento per cento, occupano la stazione. Dietro quelle parole gli automobilisti leggono la vessazione di un parcheggio di due euro e cinquanta all’ora, di un inquinamento ai massimi europei e di una gestione dissennata delle risorse, a partire dalla luminaria natalizia per arrivare al proseguimento dell’opera assurda delle telecamere della Ztl, evidentemente collocate in modo da fare cassa e non per smaltire l’inquinamento cittadino, poiché, stando ai dati delle polveri sottili in città, questo non si è ridotto, anzi… Passando per diversi altri interventi inutili o dannosi di cui vi abbiamo dato contezza nel corso del 2013, quest’affermazione di Fassino appare una sfida lanciata dalla superbia…al nulla, poiché una vera opposizione, in una città che vota per il 70% un candidato come Fassino, burocratino di partito dall’epoca del Pci fino ad oggi, non può esistere. Con un debito di 3 miliardi di euro i torinesi sono i cittadini pro capite più indebitati del paese, oltreché quelli che respirano l’aria più insalubre. Per abbattere questo debito, però, qualcuno suggerisce che non sia sufficiente né davvero auspicabile seguitare con il meccanismo della tassazione selvaggia, che strozza i consumi e uccide le piccole attività (per ritornare all’esempio del mercato). Non dimentichiamo che proprio a Torino si sono verificati gli scontri e gli assembramenti più nutriti della protesta dei Forconi, che si è indirizzata contro le poco trasparenti attività di molti politici piemontesi, che stridono con una tassazione così pressante da essere vista dai più come vessatoria.
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