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La Juve brinda due volte con il Porto

La Juve espugna L’Estadio do Bragao con due reti di Pjaca e Dani Alves, ora i quarti sono ad un passo.

C’è un detto latino che dice “Gutta cavat lapidem“: ebbene la Juve di ieri sera ha adottato perfettamente la tattica della pazienza quasi certosina nell’aspettare il momento e il varco giusto per colpire ed affondare un avversario munitissimo e accorto. Una mano, diciamo subito, gliel’ha data Alex Telles, già ammonito, con un’entrataccia inguardabile su Lichtsteiner che lo manda anzi tempo negli spogliatoi.

A quel punto all’allenatore del Porto Nuno Espirito Santo non è restato altro da fare che ridisegnare un bel 4-4-1 e sperare di portare la gara verso lo zero a zero, l’unico risultato a quel punto obiettivamente fattibile e possibile. Ma dall’altra parte c’è una Juve molto poco disposta ad assecondare la smania del “volemose bene” dei lusitani. Dopo un primo tempo abbastanza deludente nel quale Cuadrado sfiora il palo, Pjanic impegna Casillas, Higuain per poco non sorprende la difesa portoghese e Dybala fa tremare il palo alla sinistra dell’estremo ex Real Madrid, i secondi 45 minuti vedono maturare le cose nella direzione voluta dai bianconeri.

Dopo un inizio un po’ presuntuoso dei lusitani che con Herrera di testa impauriscono un po’ i tanti tifosi bianconeri acccorsi in Portogallo, la Juve, e con lei Allegri che azzecca i cambi, riesce a trovare il passpartout per scardinare l’attenta difesa dei padroni di casa. L’allenatore toscano decide infatti di mandare in campo Pjaca per Cuadrado e dopo Dani Alves per Lichtsteiner già ammonito. Mai mossa è stata tanto appropriata: infatti Dybala, cercando di servire proprio l’elvetico sulla destra, manda il pallone ad incappare sulla gamba di Layun che involontariamente la rimette al centro dove il croato appena entrato si getta come una furia e con un tiro potente quanto preciso gonfia la rete all’angolino basso alla destra di Casillas.

Il brasiliano invece, sorprende sia l’estremo del Porto che…i suoi tifosi, con una giocata quasi da cineteca. Su un lancio preciso di Alex Sandro, oggi perfetto assistman, stoppa il pallone di petto e di controbalzo manda la sfera ad insaccarsi alla destra del portiere avversario con una parabola imprendibile. E poco ci manca che la Juve non trovi il varco giusto anche il terzo goal con Khedira che manda il pallone fuori di un niente. La partita finisce qui: ora la Juve dovrà comunque gestire la partita del ritorno non dando nulla per scontato anche se per la verità i giochi sembrano fatti ma nel calcio, si sa, nulla è perfettamente logico e prevedibile. Il Porto ora come ora ha non più del 30% di possibilità di passare il turno, un 30% che cercherà di sfruttare al meglio ben sapendo di andare in uno degli stadi più terribili d’Europa. 

Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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