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Vola la Juve decollano il Napoli e la Lazio

COMMENTO AL CAMPIONATO

La Juve vince di misura contro un’Inter mai doma, mentre il Napoli e la Lazio vanno di goleada (13 goal in due) rispettivamente contro il Bologna e il Pescara. Crollano le ambizioni del Milan “ucciso” in casa da una Samp in crescita.L’Atalanta di Gasperini continua la sua marcia quasi trionfale vincendo in casa contro il Cagliari. Ennesimo pareggio del Toro che non va oltre l’1-1 in casa dell’Empoli. Pari tra Chievo e Udinese mentre il Sasssuolo scavalca un Genoa sempre più inguaiato vincendo contro i grifoni a Genova. Il Palermo vince la sfida salvezza contro il Crotone ma serve a poco. Domani sera si gioca Roma-Fiorentina.

Vola la Juve, facendo così anche un discreto piacere al Napoli e soprattutto alla Lazio che riscavalca in classifica l’Inter riagguantando il blasonato quarto posto. Nel loro stadio i bianconeri non fanno sconti a nessuno figuriamoci nel derby d’Italia contro quell’Inter sempre sugli scudi e sempre lì a cercare di rompere le uova nel paniere di chi come i bianconeri stanno per mangiarsi l’ennesima frittata di scudetto con i fiocchi…la sesta in sei anni giusto per mettere le cose in chiaro.

Questa volta alla squadra di Allegri è bastato un missile terra aria terra di Cuadrado lanciato alla fine del primo tempo per far dire addio alle residue aspettative di Champion’s di una squadra un po’ troppo sopravvalutata insieme a quella dei cugini in rossonero. Capiamo che i giornali vivono di vendite ma continuare a fare i peana a favore delle due milanesi solo perché fanno audience è sbagliato e riduttivo perché sul suolo italico del calcio giocato non ci sono solo loro e neppure solo il Napoli e la Roma squadre queste ultime che insieme non sono riuscite ad aggiudicarsi più di cinque miseri scudetti ma che hanno solo il pregio di avere un discreto, ma non infinito, seguito di tifosi.

Questa è la verità: in Italia si da fiato solo alla voce di chi è più ricco e ha più tifosi al seguito, alla faccia dell’informazione di cui avrebberio diritto tanto i tifosi della Juve quanto quelli del Crotone o del Chievo o…della Lazio la nobile mai accettata del tutto perché forse, diciamo noi, troppi supporters giallorossi si nascondono nelle pieghe di redazioni televisive e giornalistiche.

Tornando a noi, il Napoli sotterra i poveri bolognesi con un 1-7 che non lascia commenti se non quello di una differenza abissale tra le prime e le altre che rende il nostro campionato ultra piatto nel senso negativissimo  del termine. La stessa differenza che si è vista, salvo la distrazione laziale verso la fine  del primo tempo, tra la squadra di Inzaghi e quella di Oddo. Almeno due categorie sembravano dividere le due compagini. Se poi un tranquillo centrocampista-padalatore come Parolo che avrà pure un gran senso della posizione ma che Maradona proprio non è, riesce a segnare un poker d’autore con la facilità con cui apriamo la porta di casa nostra, allora capisci perché il Pescara si trova dov’è e…la Lazio pure, 34 punti di differenza che in questo momento vogliono dire un doppio salto di categoria perchè, con tutto il rispetto per le ultime tre, queste potrebbero giocare serenamente in Lega Pro.

Tanta è ormai la differenza esistente nel nostro campionato sempre più degno di essere trasformato prima possibile nel caro vecchio torneo a 16 squadre. Il poco Milan di quest’anno che, come da noi già sottolineato più volte, è una squadra che al massimo potrà ambire ai preliminari di Europa League, si fa trafiggere in casa da Muriel su rigore. La Samp ora incomincia a dare un minimo significato ad un campionato finora anonimo e quasi sotto traccia. Ora come ora i blucerchiati sono i primi tra i comuni mortali e…visto a che punto era scesa prima, l’attuale decimo posto non è cosa da disprezzare.

L’Atalanta, ugualmente sotto traccia, sta invece macinando strada e punti ed è sempre lì ad un passo dalla zona che conta, un sesto posto che da fiato alle trombe e alle legittime speranze di un popolo poco abituato a queste altezze sopracollinari. In caso di approdo all’Europa bisognerà vedere se i sogni di gloria verranno mantenuti con un organico all’altezza o se si venderà tutto quello che c’è da vendere con lo scopo di continuare a campà e…chissenefrega se poi si uscirà al primo turno con le conseguenze negative per i punteggi UEFA e quant’altro.

Il Toro continua ad essere malato di pareggite acuta, una malattia che rischia di diventare presto cronica con tutte le conseguenze del caso. Il buon Sinisa non può continuare in eterno ad andare a nozze con i fichi secchi, attorno a Belotti manca una squadra di spessore capace di non rendere vano quanto di buono e di bello l’alfiere granata riesce a fare fino a quando le gambe gli reggeranno. Un punto a testa per Udinese e Chievo entrambe appaiate a 29 punti mentre il Sassuolo con un goal di Pellegrini spedisce il Genoa nei bassi fondi della classifica.

Serve per ora a poco la vittoria del Palermo sul Crotone: a 14 punti c’è ben poco da rallegrarsi e soprattutto da illudersi. otto punti da recuperare, soprattutto con la media punti delle squadre che rischiano, sono un’infinità. Domani sera, non si sa bene perché non stasera, si giocherà Roma-Fiorentina, i Viola per avvicinarsi all’Europa, i giallorossi per togliersi dal…fondo schiena i cugini sempre lì insieme ai nerazzurri di Bergamo e Milano.

Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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