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ET ci ha telefonato da casa?

L’incredibile ipotetica risposta al messaggio di Arecibo del 1974 è comparsa a Chibolton 27 anni dopo, ma il SETI replica chiarendo che probabilmente si è trattato solo di un ben congegnato scherzo.

Nell’ormai lontano 1974 l’astronomo e astro fisico dr. Frank Drake con la collaborazione anche dell’astronomo Carl Sagan, inviò dal Radiotelescopio di Arecibo un messaggio radio verso l’Ammasso Globulare Ercole M 13 a 25.000 anni luce di distanza dalla Terra.

Il messaggio di SETI lanciato negli abissi dello spazio

Questo messaggio, elaborato nell’ambito del progetto SETI, era composto da 1779 cifre binarie prodotte da due numeri primi: il 23 e il 73. L’ipotetico destinatario della missiva interstellare avrebbe avuto a quel punto due alternative o leggerla in formato 23 righe e 73 colonne o all’incontrario in quello di 23 colonne e 73 righe: qualora avesse optato inizialmente per la prima si sarebbe trovato davanti un messaggio strampalato privo di alcun senso logico mentre invertendo i fattori avrebbe potuto leggere una serie di informazioni importantissime sulla vita nel nostro pianeta e sull’essere umano in generale.

In primo luogo avrebbe potuto leggere i numeri che compongono il nostro sistema decimale, poi i numeri atomici degli elementi base della vita ovvero dell’idrogeno, del carbonio, dell’azoto, dell’ossigeno e del fosforo. Di seguito si sarebbe poi potuta leggere la formula degli zuccheri e basi dei nucleotidi del Dna, il numero dei nucleotidi del Dna, la rappresentazione grafica dello stesso Dna, un’immagine stilizzata dell’uomo, l’ammontare nel 1974 della popolazione terrestre, la rappresentazione grafica del nostro sistema solare con la terra in evidenza e infine un’immagine del radiotelescopio di Arecibo. Si stimava che il…telegramma sarebbe arrivato a destinazione almeno 25.000 anni dopo e che una ipotetica risposta avrebbe potuto rifare la strada inversa arrivando a noi…anzi ai nostri pronipoti non prima di altri 25.000 anni.

Cerchi nel grano come risposta a SETI?

A complicare non poco i piani degli scienziati appena 27 anni dopo sono comparsi nei pressi del più grande telescopio inglese di Chibolton due apparenti cerchi nel grano con l’altrettanto apparente risposta alla missiva di Drake e C. .  Prima è apparsa la figura enigmatica di un volto umanoide disegnato con la stessa tecnica usata per le foto in bianco e nero con una serie di punti distanziati e dimensionati in modo da creare un’immagine. Ma non basta perché qualche giorno dopo a poche decine di metri, nello stesso campo di grano è comparso un pittogramma con le stesse caratteristiche generali di quello di Arecibo ma che di questo sembrava essere la naturale risposta.

I due enigmatici cerchi nel grano comparsi a Chibolton. A sinistra il codice, a destra il volto umanoide.

Ad un’attenta lettura del…grano-gramma si è potuto appurare che i misteriosi autori utilizzano un sistema decimale del tutto uguale a noi, che, oltre alle sostanze base della vita umana, in quel posto esiste anche il silicio esattamente inserito nella catena tra l’ossigeno e il fosforo. Lo zucchero e i nucleotidi del Dna sono abbastanza simili ai nostri, il Dna invece appare con alcuni filamenti in più rispetto a quello umano e c’è inoltre una leggera differenza da quelle parti nella struttura dei nucleotidi. Differenze ci sono anche nella dimensione della popolazione globale, nelle caratteristiche fisiche dei presunti alieni come pure nel loro sistema solare con nove pianeti come il nostro ma dove vengono messi in evidenza tre pianeti sui rimanenti sei e infine la rappresentazione del loro trasmettitore con una struttura simile a quella di un satellite.

L’altro cerchio nel grano comparso a Chibolton

Ma non basta perché un anno dopo, a qualche chilometro di distanza, è comparsa un’altra raffigurazione di un presunto alieno, questo con fattezze decisamente più inquietanti rispetto a quelle dell’anno prima e con un disco in mano con inciso un messaggio spiraliforme in codice binario nel cosiddetto linguaggio ASCII usato per programmare i Computer.

Le prime considerazioni che si possono fare è che è praticamente impossibile che qualche buontempone possa essersi messo lì nottetempo con pala e pila a fare manualmente simili perfetti pittogrammi, sia per le necessarie elevate conoscenze tecniche scientifiche sia per l’impossibilità a fare un simile lavoro perfetto al centimetro al buio e con la vanga. Il SETI a riguardo ha espresso, come c’era da aspettarsi, le sue pur giuste perplessità.

Le perplessità del mondo accademico scientifico

Innanzitutto secondo l’eminente centro di ricerca le possibilità che il fascio radio inviato, di sua natura molto sottile, possa essere incappato in qualche presunto sistema solare  situato lungo la strada sono pari a quelle che ha una freccia scoccata di andare a colpire una pallina da ping pong in un raggio di svariati chilometri. In secondo luogo le possibilità che lungo la strada ci sia un qualche sistema solare ovviamente più vicino sono pari a una su mezzo milione. E poi perché mai gli eventuali alieni avrebbero dovuto usare un sistema così rudimentale come i disegni nei campi di grano quando avrebbero potuto benissimo usare a loro volta un radio trasmettitore e inviarci a loro volta delle onde radio?

I ricercatori del SETI aggiungono poi la strana circostanza che l’ipotetica biochimica aliena abbia praticamente quasi gli stessi aminoacidi della nostra assai molto specifica (infatti su centinaia di aminoacidi possibili il nostro Dna ne conta appena venti). Tutto vero, tutto perfettamente plausibile, resta però il fatto che l’unica alternativa possibile a quella di un’effettiva risposta aliena sia quella di uno scherzoso scienziato pazzo che abbia scoperto, tramite forse un sistema a raggi laser, il modo  di disegnare a distanza, anche in termini di altezza, dei perfetti pittogrammi testimonianza della sua, a questo punto,  incredibile conoscenza scientifica.

Lo scherzo di buontempone o la risposta che tutti aspettiamo?

Se, come hanno sostenuto quelli del SETI, è pur vero che le conoscenze necessarie per fare i pittogrammi, compresa quella di comunicare tramite il sistema binario, sono quelle di un normale studente universitario, non altrettanto si può dire dell’eventuale mezzo usato per disegnare a distanza di svariati chilometri (decine, centinaia, o forse migliaia non lo sappiamo)  tali perfette opere d’arte. Chi avrebbe inventato un simile sistema potrebbe essere paragonato in tutto e per tutto ad un Leonardo da Vinci dei nostri giorni.

Uno scienziato che, proprio perché fornito di una conoscenza scientifica misteriosa e a dir poco superiore a quella del resto dell’umanità, compresi quelli del SETI, pare difficile immaginare che si diverta a fare scherzi stupidi come quello di far credere che nell’Universo non siamo soli. Suvvia una mente così eccelsa dovrebbe essere piuttosto propensa a fare partecipe il resto dell’umanità delle sue scoperte prodigiose piuttosto che a divertirsi a distanza con scherzi da buontemponi di paese a meno che, per qualche misterioso motivo, non abbia una gran voglia di prenderci tutti per i fondelli.

Di Roberto Crudelini

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