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25 aprile: festa scialba?

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Guglielmo Marconi, nato il 25 aprile, tutti noi forse abituati a vederlo sulla facciata delle duemila lire,
vestiva anche gli abiti del gerarca, in questa foto è il signore al centro.

Ieri il centro di Torino era occupato, bus e tram non passavano sull?inquinata direttrice di via Cernaia, che collega porta Susa a piazza Castello, ora finalmente “pulita” da tre ore di Ztl mattutina (ovviamente inutile ai suoi fini ecologici, mentre utilissima ai fini sanzionatori e per far cassa). Dicevamo, il centro era occupato e il pullman non transitava, quindi siamo passati a piedi, dovendoci dirigere verso il fiume Po, nel bel mezzo di un corteo silenzioso (se si esclude qualche bella ciao e simili) con lumini, un po? come a lutto, con striscioni di Fiom, falci, martelli, striscioni di Emergency. Una festa di parte propagandata come festa di stato. E festeggiata come un funerale.

Eppure c?è anche chi non vede nel 25 aprile un gran motivo di festa, non tanto per la liberazione in sé, quanto per i modi biechi utilizzati dalla resistenza, che non si è posta in assetto paramilitare come avrebbe dovuto, bensì in assetto brigantesco, con furti stupri e razzie e, uniche azioni armate, alle spalle. Eppure fin da bambini erano stati addestrati all?uso del moschetto? Forse festeggiare pensando che da migliaia di azioni ignobili ed inutili ai fini bellici sia nata la nostra democrazia, può lasciare un senso di sperdimento? Da questa data è nata la nostra democrazia putrida e corrotta: anni di malaffare e collusione con le ormai imperanti associazioni mafiose, qualche testa pensante convinta che inquadrarsi nel circuito democratico fosse l?unica fonte di salvezza, qualche magra vittoria del conservatorismo, sempre però corrotto fino al midollo. Dal fascismo insomma, per dare spazio all?egemonia della Chiesa con importanti correnti di malaffare. E? nella frasetta precedente che ravvisiamo il senso di 70 anni di dopoguerra. Ebbene dicevamo, che il 25 aprile per tutto quanto di cui sopra, può anche non sembrare un valido motivo di festa.

Piazza Roma, Aprilia, Latina
Senonché, cari lettori, di motivi di festa ve ne sono. Il nostro paese, che oggi accorpa comuni anziché crearne di nuovi ed il cui tasso demografico è drammaticamente calante, salvo le importazioni derivanti dall?immigrazione, il 25 aprile del 1936 ha visto la fondazione della bella città di Aprilia (da 2000 abitanti immigrati dall?Italia del nord e dai dintorni, siamo oggi a 71 mila e passa abitanti, orgoglio e vanto italiano). Ma andando dieci anni indietro assistiamo alla Prima assoluta, il 25 aprile 1926, della Turandot dell?appena morto genio pucciniano, messa in scena al teatro alla Scala di Milano. Anche qui orgoglio e vanto del nostro glorioso paese. Andando ancora a ritroso, ma già in epoca italiana in tutti i sensi, e cioè post-1861, nasce, per l?esattezza il 25 aprile 1874, Guglielmo Marconi, poi Marchese, insignito della nobiltà per i suoi meriti, che annoverano, tra l?altro, l?invenzione della radio?   
   
Godetevi allora un giorno di festa, per quanto inutile ed abolito in paesi, come la Francia, che lo vedono come una festa che divide anziché unire?

Freddie
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Di Redazione Elzeviro.eu

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