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Il bizzarro Natale di Don Corsi

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Detesto il consumismo, disprezzo l? ipocrisia galoppante ed aborro l? imposizione forzata di qualsivoglia sentimento, felicità compresa. In poche parole il Natale, unica ricorrenza annuale che riesce nell? impresa di riunire sistematicamente tutte queste macabre componenti, mi avvilisce come poche altre cose in questa vita terrena. E? un odio viscerale e radicato che presumo sia ormai insanabile.

Anche quest? anno sono stato costretto a subire sorrisi prefabbricati, regali privi di una logica e banchetti pantagruelici a ripetizione, senza un? apparente ancora di salvezza. Per lo meno fino al momento in cui, mi sono imbattuto in una di quelle notizie che, nella loro follia, hanno un nonsoché di esageratamente comico; a restituirmi il sorriso durante questo surrogato cristiano del Dies Natalis Solis Invicti, ci ha pensato la bizzarra iniziativa di un prete spezzino.

L? illustre parroco della chiesa di San Terenzio ha deciso di movimentare la sua vigilia natalizia con un? iniziativa se non altro curiosa: alla stregua del miglior Lutero, Don Piero Corsi si è reso protagonista di un? affissione destinata a lasciare il segno tanto negli ambienti ecclesiastici, quanto in quelli laici. Certo, a differenza delle 95 tesi esposte sul portone della cattedrale di Wittenbergda parte del padre della riforma protestante, il comunicato del nostro eroe natalizio non si può certo qualificare come progressista.  Anzi, a volerlo catalogare ad ogni costo, definirei Don Corsi quale conservatore integralista dai metodi luterani.
Il foglio affisso dal parroco la sera del 24 Dicembre, altro non era che un estratto del sito Pontifex.it, nel quale per farla breve, si condannava lamancanza di autocritica da parte delle donne riguardo al femminicidio. Insomma un? accusa alla condotta vergognosamente immorale e provocatrice del genere femminile moderno (mancanza di sobrietà, abbigliamento sconcio ecc.), causa principale, secondo l? autore, degli efferati crimini contro le donne.
Una teoria assolutamente in linea d? altra parte, con la “politica aziendale” del Vaticano, se si pensa alla netta presa di posizione di Sua Santità contro la depenalizzazione dei comportamenti ritenuti sessualmente deviati.

Giunto a questo punto, non posso certo esimermi dal chiudere con i miei più sentiti ringraziamenti verso l? impavido parroco spezzino (al quale, senza alcun dubbio, va il merito di aver ravvivato il mio deprimente periodo natalizio) e con la speranza di avere al più presto notizie di una pronta risposta da parte del tanto vituperato genere femminile; magari con una rappresaglia non esattamente pacifica. Una rappresaglia nei confronti della quale Don Corsi, non potrà sentirsi in grado di esprimere disapprovazione o condanne, essendone stato il diabolico provocatore.
Klement

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Di Redazione Elzeviro.eu

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