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Crisi: il primo responsabile

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Non del tutto a ragione, si ritiene, la Grecia è inviperita con la Merkel: ieri molti feriti ed un morto (dato per infartuato) hanno dato il segno dell’ennesima antisommossa greca contro le misure di austerity fortemente volute, tra l’altro, da Angela Merkel. Ella opera solamente e genuinamente gli interessi del suo paese in un’ottica in cui l’Europa è un’istituzione a guida franco-germanica, istituzione dalla quale l’Alemannia ha soltanto da che succhiare

Ma la cancelliera tedesca non è l’unico anello di una catena molto, ma molto grossa, che parte decenni or sono, quando si è deciso di ampliare il pilastro della casa comune europea, quello della politica. L’economia, infatti, quando fosse restata la moneta nazionale in ciascuno stato, sarebbe stata avulsa dai dati riguardanti il debito pubblico, che, con la facoltà di stampare moneta sarebbe stato un dato pressoché sterile e comunque eliminabile con buona e santa volontà. Così viene in mente la consolidazione del debito pubblico, mediante una rendita piccola, ma perpetua, ai titolari di tale reddito. Misure come queste vennero da noi introdotte dal fascismo che ricevette un’economia rovinosa dopo decenni di mala gestione finanziaria dello stato e guerre estere e sedazioni interne di rivolte e capitali indirizzati al terminare l’agognata unità nazionale. 

Ma se già negli anni ’20 già c’erano metodi lungimiranti per erodere considerevolmente la spesa ed il debito pubblico, il problema è ora sostanzialmente lo stesso, ed ha il nome di Euro. L’Euro è la causa primigenia dei mali economici che affliggono il nostro continente, non ce la stiamo a contare. E’ presto detto, saggiando le opinioni della gente, ma anche quelle di economisti di rango, che la moneta unica non abbia apportato benefici al nostro paese, che ha perso forza e competitività: mentre il valore della moneta scendeva gli stipendi non salivano. Così siamo andati vicini ad un baratro che non è dettato dal fatto che l’Europa viva al di sopra delle possibilità sue, ma che deriva lampantemente dalla moneta nefasta, fatta ad immagine e somiglianza del marco tedesco.

Può anche darsi che nel nostro continente vi siano paesi, nei quali anche il nostro andrebbe fuor di dubbio inserito, che abbiano tirato troppo la corda, ed ora è venuto senz’altro il momento di stringere la cinghia. Ma questo stringere la cinghia, imposto dalle istituzioni europee è naturalmente odioso e visto da lontano. Come vengono percepite nel nostro paese le (fondamentali) politiche europee, che regolano ormai la grande maggioranza delle leggi nostre che vi si debbono conformare? Non vengono percepite quasi; ecco il segno di un’Europa impositiva, ma non mai percepita come istituzione madre.

Si guarda con invidiosa ammirazione il Giappone, splendido esempio di sovranità totalmente realizzata e mai intaccata. Paese tra l’altro con enorme debito pubblico e con una moneta altrettanto forte.

Freddie

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Di Redazione Elzeviro.eu

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