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Quello che non ti aspetti: Kim incontra Mike Pompeo

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La presidenza di Donald Trump continua a regalare sorprese e il disgelo con Kim Jong-un sembra ormai imminente.

Sembra una partita a scacchi quella intrapresa dal tycoon sin dal giorno del suo insediamento alla Casa Bianca. Una partita giocata contro il Deep State, che sta provando in tutti i modi a legargli le mani. Trump però, finora si è mosso con astuzia. Sta giocando con un’abilità raffinata che solo un imprenditore del suo calibro è in grado di mettere sul piatto.

Il falco per eccellenza per incontrare Kim

La sorella di Kim insieme al Presidente della Corea del Sud

Così dopo aver superficialmente accontentato i neocon e parte dei democratici con un atteggiamento ultra aggressivo nei confronti della Corea del Nord, almeno fino a gennaio 2018, ecco che ha colto tutti in trappola. Perché adesso, con Giappone e Corea del Sud in prima linea per la strada diplomatica, gli Stati Uniti non hanno più la possibilità di farsi da parte. Lo scacco matto di Trump al Deep State è dimostrato dalla scelta del falco tra i falchi alla Casa Bianca, Mike Pompeo, come uomo per l’incontro preliminare con Kim. Un vero smacco per chi pensava che l’ex Direttore della CIA agli esteri avesse ammanettato definitivamente il protagonismo del tycoon.

La più grande vittoria diplomatica della storia moderna americana

L’incontro tra Trump e Kim avverrà a giugno e sarà la più grande vittoria diplomatica americana del secondo dopo guerra. Ben più importante dei fragili accordi di pace di Oslo tra Israele e Palestina mediati da Bill Clinton. In questa partita a scacchi infatti Trump muove le pedine sapientemente facendo credere a intermittenza al Deep State di obbedire ad ogni suo comando.

Ecco la spiegazione, possibile, per il lancio dei missili su Damasco. Come a voler tranquillizzare Pentagono e affini che lui li rispetta. In realtà si è trattato di un semplice atto dimostrativo, nulla più. Un contentino senza seguito in una partita, quella siriana, che vedrà a breve il ritiro definitivo delle truppe americane. Come annunciato dallo stesso Trump. In un anno e mezzo di presidenza Donald Trump, nonostante un Russiagate alle calcagne, ha già fatto una riforma fiscale storica, ha reintrodotto dazi per combattere la concorrenza sleale cinese e tedesca e ha messo le basi per uno storico accordo di pace e denuclearizzazione con la Corea del Nord.

Il tutto al modico prezzo di qualche lancio di missile contro un paio di centri di ricerca siriani, senza causare nemmeno una vittima civile. Forse ci troviamo davvero di fronte al più grande presidente che gli Stati Uniti abbiano mai avuto.

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