Home / Affari di Palazzo / Esteri / Quando la propaganda contro Maduro sfocia nel ridicolo

Quando la propaganda contro Maduro sfocia nel ridicolo

Condividi quest'articolo su -->

Non bastano le sanzioni economiche, la crisi petrolifera e l’inflazione contro il Governo di Nicolas Maduro. No, oltre a queste complesse dinamiche che stanno distruggendo l’economia di un Paese ci si mettono anche i giornali italiani. Le principali testate nostrane, infatti, Corriere, La Stampa e Repubblica su tutte, pur di dare contro Maduro, si trovano ora dalla stessa parte di Donald Trump. Quel tycoon che fino al giorno prima delle presidenziali americane era un “borioso, arrogante e maschilista”. La propaganda sfacciata contro Nicolas Maduro oltre che essere paradossale, per il motivo di cui sopra, sfocia talvolta nel ridicolo.

Un reportage contro Maduro

É il caso di un reportage “flash” pubblicato da La Stampa due giorni fa dal titolo “In fuga dal Venezuela di Maduro”, a firma Emiliano Guanella. Trattasi di un video 1 minuto e 53 secondi, girato sul ponte Simon Bolivar al confine tra la Colombia e il Venezuela. Nel video vengono intervistate persone a caso che attraversano il confine per “rifarsi una vita” fuori dal Venezuela, a quanto dicono. Non fosse per il titolo e per la didascalia, sarebbe arduo comprendere il senso e il significato di questo stringatissimo reportage. Nessuno degli intervistati parla di Maduro.

Eppure dal titolo si evince chiaramente come questa fuga sia causata dal Presidente Maduro. Una deduzione fatta evidentemente a priori dal reporter, che evidentemente sperava di trovare nei passanti qualcuno disposto a dar contro all’ancora legittimo Governo. Il reporter si è infine trovato a mani vuote e ha deciso di dare una personale visione dei fatti. Oltre a questa trasposizione giornalistica di una propria opinione non suffragata da fatti o testimonianze, il reportage sfodera anche un suo lato comico.

I numeri ambigui del reportage

Nella didascalia del video si legge infatti che “ogni giorno in cinquantamila passano il ponte Simon Bolivar, frontiera con la Colombia in cerca di un futuro migliore”. Se i dati riportati fossero veri nel giro di un anno e tre mesi il Venezuela dovrebbe ritrovarsi senza più nemmeno un abitante.

L’UNHCR smentisce quanto scritto su La Stampa

Non sapendo quale sia la fonte stravagante utilizzata dal giornalista, ci abbiamo pensato noi a consultare direttamente il sito dell’UNHCR, l’Agenzia ONU che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo. In un report piuttosto recente, 14 giugno 2017, l’Agenzia ONU pubblica numeri piuttosto dettagliati sulla situazione venezuelana, non lasciando spazio ad equivoci. Sono 50.000 i venezuelani che nel 2017 hanno chiesto asilo e sono così distribuiti: 18.300 negli Stati Uniti, 12.960 in Brasile, 4.453 in Perù, 4.300 in Spagna e 1.044 in Messico. I restanti sono stati redistribuiti tra Aruba, Canada Cile,Colombia, Costa Rica, Curacao, Ecuador e Trinidad e Tobago. C’è dunque una notevole differenze tra i 50.000 in fuga “ogni giorno” riportati da La Stampa e i 50.000 richiedenti asilo in nove mesi riportati dall’UNHCR. Noi nel dubbio ci fidiamo dell’Agenzia ONU.

Condividi quest'articolo su -->

Di Gabriele Tebaldi

Classe 1990, giornalista pubblicista, collabora con Elzeviro dal 2011, quando la testata ha preso la conformazione attuale. Laurea e master in ambito di scienze politiche e internazionali. Ha vissuto in Palestina, Costa d'Avorio, Tanzania e Tunisia.

Cerca ancora

La prima pagina de La Stampa: un mix di disinformazione e impudenza

Nella prima pagina odierna il quotidiano La Stampa stabilisce un nuovo punto d’arrivo nelle tecniche …