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Assalto alla Manica

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L’ondata migratoria dall’Africa non si ferma e continua a cercare ogni possibile varco nel continente per poter trovare l’Eldorado, il paese dell’Eden dove potersi fermare. Ora i migranti vedono nell’Inghilterra la nuova terra promessa e fanno di tutto per potersi ritrovare al di là della Manica. Nelle due ultime notti circa 3500 persone hanno cercato di attraversare il tunnel che si trova sotto le acque che dividono l’isola britannica dal continente cercando di forzare i controlli predisposti.

Ovviamente in questo caso i migranti non erano a conoscenza dei pericoli a cui andavano incontro visto che il suddetto tunnel diviso di tre sezioni, una per i Tir, una per le macchine di servizio e una per le navette che trasportano le auto, non ha di certo le caratteristiche adatte per un pedone che volesse attraversarlo a piedi o che volesse anche solo intrufolarsi tra una navetta e l’altra. Ricordiamo che la lunghezza di quest’opera di alta ingegneria è di 37 chilometri di cui ben 35 sotto il livello del mare.

La notte scorsa uno dei migranti è morto schiacciato da uno dei numerosi Tir che affollano tutti i giorni il tunnel. Grazie al cielo si è riusciti ad evitare il peggio respingendo l’ennesima ondata umana che cercava di giungere in Inghilterra e soprattutto evitando altre vittime. Da alcune stime fatte, sappiamo che da inizio anno sono già 37.000 i migranti che hanno cercato disperatamente di forzare i controlli e di arrivare dall’altra parte. Il ministro degli Interni francese Bernard Cazeneuve ha detto che verranno quanto prima inviati 120 poliziotti e gendarmi francesi per irrobustire le misure preventive di controllo nella zona (Fonte ANSA).

Si aspetta che anche le autorità inglesi facciano altrettanto dalla parte di loro competenza. Sembra che le autorità europee incomincino finalmente a capire che siamo di fronte ad un esodo biblico talmente massiccio e continuo da esigere provvedimenti di ben altro spessore. La sensazione è che la marea di persone in arrivo sia destinata ad aumentare in modo esponenziale e diventerà presto talmente massiccia che, chiusa un’entrata, ne saranno sfondate altre dieci meno controllate. Di fronte ad un simile e apocalittico movimento di disperati e affamati temiamo che non esista muro tanto robusto da reggere a lungo. Forse è arrivato il momento di incominciare a fare qualcosa di concreto proprio nei paesi di provenienza perché è impensabile che l’intero continente africano continui a riversarsi in Europa con conseguenze neppure immaginabili per la sopravvivenza della stessa civiltà umana sia nel terzo mondo che nel nostro.

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Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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