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La confusione di Obama sulla Siria

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Il conflitto israelo-palestinese, tra le innumerevoli atrocità, ne compie una sottesa: spostare l’attenzione da conflitti di maggiore portata come quello nell’Iraq del Nord, dove l’autoproclamato Califfato di Isis si è reso autore di alcune trucide e di un religionicidio ai danni dei cristiani. In Siria, poi, la situazione è tremenda e il numero di bambini uccisi è l’ennesimo rispetto ai morti di Gaza. 
 
In un incontro di fine mese scorso il presidente Barack Hussein Obama, interpellato da un gruppo di parlamentari del Congresso sulle azioni di politica estera in Siria, ha risposto che armare i ribelli siriani sarebbe stata una horseshit. Merda di cavallo: leggi, stronzata. Ecco la dichiarazione  “L’idea che noi avremmo potuto elargire armi leggere o anche più sofisticate a quella che era un’opposizione in pratica formata da dottori, farmacisti, contadini e via dicendo; e il fatto che questi sarebbero stati capaci di combattere non soltanto contro uno Stato bene armato, ma contro uno Stato bene armato appoggiato da Russia, Iran e da Hezbollah, non è mai stata tra le opzioni sul tavolo”.

Il Segretario di stato Usa (ministro degli Esteri) H.

Clinton, prossima candidata alla presidenza della Casa bianca, però, è di diverso avviso e le azioni degli Usa, che hanno armato i ribelli siriani lungamente, è una riprova di quanto sopra. Ora la guerra contro il legittimo presidente della Siria Assad è fatta dai terroristi islamici (Al-Queda e Isis in testa), ma all’inizio furono proprio quei dottori che si scagliavano dalle scrivanie contro Assad ad essere armati massicciamente, con i risultati che sappiamo. L’invio di armamenti comunque, nonostante quello che afferma Obama, seguita ancora oggi (vedi qui ENG).

Evitiamo in questa sede di parlare del modo in cui gli USA negli ultimi tredici anni hanno affrontato la lotta al terrorismo, quando Al-Quaeda è riuscita addirittura a costituirsi in uno Stato territoriale autonomo (l’Isis), il più ricco gruppo terroristico della Storia, basti qui sottolineare la incredibile volubilità e incertezza nella gestione di quello che sta diventando un vero e proprio disastro.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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