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Ennesima testimonianza sul complotto contro il governo Berlusconi del 2011

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Dopo le testimonianze di Alan Friedman e Lorenzo Bini-Smaghi, entrambi a sostegno dell’ipotesi di complotto contro Berlusconi, è arrivata anche quella dell’ex ministro del Tesoro statunitense Timothy Geithner. Nel suo saggio “Stress test“, pubblicato in antemprima da La Stampa e dal Daily Beast, confessa di aver ricevuto la visita di alcuni “officials“, funzionari, europei non meglio definiti, i quali avrebbero richiesto il sostegno americano per far crollare il governo Berlusconi nell’autunno 2011.

Ricordiamo tutti quel periodo di luci e ombre iniziato nel 2008 con la vittoria del centro-destra (ultimo governo italiano eletto legittimamente dla popolo) e infangatosi nelle paludi della crisi economica internazionale, con il livello di spread che saliva sempre più rinfocolando la paura dei mercati. Geithner dice nel suo saggio di aver rifiutato la proposta degli “officials”, preferendo intraprendere una strada di collaborazione con Mario Draghi. Questa è l’ennesima testimonianza della volontà di far cadere il governo Berlusconi e di solito due o più indizi dovrebbero costituire prova.

Brunetta, presidente dei deputati FI, ha presentato immediatamente un’interpellanza parlamentare chiedendo al premier Renzi che si faccia chiarezza sugli eventi dell’autunno 2011. La logica ci porterebbe a dire che Berlusconi, date anche le sua amicizie con Putin e Gheddafi e dato anche il suo palese euro scetticismo, non era ben visto dalla cricca tecnocrate europea, probabilmente convinti che mai avrebbe sottoposto gli italiani alle sanguinose e inutili misure di austerity.

Ed è qui che interviene Mario Monti, sconosciuto alla maggioranza degli italiani, ma ben noto tra i piani alti della finanza europea e mondiale. Il personaggio giusto per traghettare l’Italia nelle burrascose acque dei vari fiscal compact. L’Italia è dunque stata molto probabilmente vittima di un complotto di respiro europeo e forse internazionale; il risultato di quest’illecito è sotto gli occhi di tutti: la nostra economia è in piena recessione e il tasso di disoccupazione è più alto che mai.

Ora il Parlamento e gli italiani attendono la risposta di Renzi e Napolitano in merito ad episodi che soprattutto quest’ultimo dovrebbe conoscere meglio di chiunque altro.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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