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Brasile: in 200mila per il ritorno della dittatura contro la corruzione. I presidenti (post)comunisti hanno stufato

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La spinta innovazionistica del già presidente Lula, portato nei summit europei ad esempio dal nostro goffo premier nelle sue boutades, si scontra contro l’attuale malcontento popolare. In Brasile trenta milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, e i due mandati più di sinistra nella storia del governo del paese nulla cambiano.

Lula e Rousseff, entrambi ex(?) comunisti, hanno inverato una politica i cui effetti a lungo termine che ora si palesano cominciano a creare nella popolazione carioca un sentimento non solo di disistima e risentimento, come dimostrano le oceaniche recenti manifestazioni, ma anche e addirittura di nostalgia di un passato dittatoriale! Qui siamo di fronte a un fenomeno nuovo in tutta la peculiarità di una manifestazione pluricittadina che sfilerà per le strade di Rio e di San Paolo, ma non solo.
 

Il ritorno del regime militare, con i rischi per la stabilità delle istituzioni attuali connesse, è invocato in una manifestazione che in duecento città del Paese, oltreché nelle grandissime Rio e San Paolo sfilerà contro la corruzione e chiedendo il ritorno dei militari al potere. La lunga dittatura che si protrasse dal 1964 al 1985, è invocata come  “antidoto alla corruzione“, la quale, accentuata dalla crisi economica recessiva che affligge il paese, è giunta a livelli insopportabili. L’iniziativa, da non prendere sottogamba, è stata convocata via internet e ha raccolto numerosissime adesioni
 
Tramite il mezzo telematico si vuole far rivivere la celeberrima Marcia della Famiglia con Dio e per la Libertà che nel marzo del 1964, portò a sfilare circa duecentomila persone a San Paolo. Speriamo che il ripetersi della denuncia contro la corruzione e la minaccia comunista (slogan, quest’ ultimo, proprio della Marcia che si vuole far rivivere) crei il clima adatto a riportare alla giusta detenzione un cittadino italiano terrorista comunista, protetto dalle istituzioni carioca, che deve ancora scontare la pena per gli atti di sangue compiuti in patria negli anni di piombo.
 
Gruppi di sinistra hanno nel frattempo promosso una “Marcia antifascista” a San Paolo per sabato prossimo: il clima è infiammato e si auspica che le manifestazioni restino separate e che non si verifichino atti violenti. La tensione, tuttavia, è palpabile e il pericolo reale.
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Di Redazione Elzeviro.eu

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