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“Teniamoci i marò”, parola di console

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Abbiamo imparato a conoscerlo a motivo della discriminazione da lui subita, che alfine la giustizia ha riconosciuto, assolvendolo da tutte le ridicole accuse. (Vedi qui) Il console Vattani, con la passione per la musica suona in un gruppo di destra. Da qui è montata la polemica, in un’Italia dove i magistrati (l’unica professione che necessita in re ipsa l’imparzialità) vanno ai comizi dei Comunisti italiani e (quasi) nessuno dice nulla. In un toga party di candidature, ce la si prende con un diplomatico che è stato orgogliosamente in Giappone laddove la nube tossica di Fukushima ha fatto rientrare molti suoi omologhi.

Oggi il Console, profondo conoscitore del diritto internazionale dice “non rimandiamo i marò in India”. Il suo è un accorato appello con un substrato giuridico non trascurabile. Se lo dice il console…

In un?intervista a KlausCondicio spiega Vattani: ”i marò non devono tornare in India per nessun motivo. Se fossimo francesi, inglesi o americani, li rimanderemmo in India? In tal caso molto probabilmente non ci sarebbero neanche mai entrati. I nostri partner  – continua il console – non si sarebbero sognati di trovarsi in una situazione del genere, anche a costo di dover violare le regole e sono certo che lo farebbero”. 

Mario Vattani sarà candidato in Senato come capolista per la Destra, con ottime chances di portare la sua esperienza di diritto internazionale nell’aula legislativa.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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