Come ti governo la Sicilia: tanta immagine ma soprattutto la strategia del bastone e della carota.
Palermo – In questi mesi, sono un”eternità, di Governo Crocetta, i siciliani si sono e si stanno abituando alle uscite del Governatore “prima donna”.
Si sa, al nostro Governatore piace essere considerato un uomo di gusti raffinati.
Lo ha dimostrato in occasione delle varie visite istituzionali di Ministri e Presidenti della Camera, con il Presidente del Parlamento europeo Schulz, con un noto uomo di affari cinese, persino con i sommergibilisti a Catania, (fonte: LiveSicilia).
Ma in particolare, dove il nostro Governatore dà il massimo di se stesso, è nel rapporto con i lavoratori e con i sindacati.
Analizzando tutte le questioni che, Re Rosario, opss scusate, volevo dire il Governatore Rosario, è riuscito a mettere in cantiere, viene proprio da esclamare “quest’uomo è un fenomeno”.
Con i forestali, prima li ha mollati su un altipiano arido e stepposo, e poi con un’abile mossa li ha portati fra verdi pascoli.
Con i lavoratori PIP, anche loro prima licenziati in tronco, poi rimessi in gioco con una manovra che a tutt’oggi sa di interazione fra esseri umani e raggi cosmici; deve avere consultato Zichichi.
Con i lavoratori della formazione, prima bocciati, poi promossi con debito, la cui natura però è sconosciuta.
Con i precari siciliani, anche loro, non c’era nulla da fare, poi improvvisamente rinati attraverso il Piano di Azione e Coesione, estorto al ministro Trigilia, che uscendo dall’incontro con Crocetta, sembrava essere stato colto di sorpresa, come un bagnante sulla spiaggia da un fulmine.
Per non parlare dei Dirigenti della Regione Sicilia, rotazioni continue; ormai i più si recano in ufficio, ma non scendono dall’auto e lì aspettano, che gli comunichino la nuova sede dove recarsi.
Ebbene Crocetta è sicuramente un uomo molto attento alla sua immagine, ma ha fatto della strategia del bastone e della carota, la sua scelta di vita.
Esce in corsia con lo sguardo afflitto e le spalle curve, davanti parenti ed amici, ed annuncia la morte celebrale del malato, tra la disperazione di tutti, e però lascia intendere che forse esiste un barlume di speranza, che tutto è nelle mani di Dio ma anche del Dottore, lui.
Dopo averli fatto attendere in corsia per parecchio tempo, con bollettini medici che si alternavano tra la disperazione totale e qualche sprazzo di speranza, dosando bene le attese e la mancata comunicazione, eccolo che fa l’uscita da prima donna e annuncia di essere riuscito a salvare il malato.
Ora ditemi è l’uomo dei miracoli, ha l’asso nella manica per tutto, o questa è una precisa strategia?
La strategia del bastone e della carota.
A proposito, per farci due risate, vi invito a visitare la pagina di Facebook “Crocetta può“, vi assicuro si ride; e di questi tempi, forse è una delle poche cose che ancora non si paga.
Giuseppe Morello ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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