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Linda Cortile: il rapimento alieno più…coinvolgente della storia

Se racconti di essere stato rapito da strani omini grigi e trasportato su un’astronave dalla tua finestra chiusa del dodicesimo piano per poi essere riadagiato tranquillamente nel tuo letto un paio di ore dopo come se niente fosse, come minimo ti danno del matto o ti chiedono se hai mangiato pesante la sera prima. Ma se racconti tutto questo e ci sono ben 24 testimoni oculari che confermano in ogni particolare quello che vai dicendo allora le cose cambiano e forse la realtà è ben diversa da quella tranquillizzante e razionale nella quale ci eravamo finora illusi di vivere.

Quello che successe alla signora Linda Cortile, italo americana di New York, la notte del 30 novembre del 1989, non ha spiegazioni razionali e potrebbe benissimo essere preso in considerazione per imbastire il copione di un film dell’horror o di fantascienza ma, da quello che venne appurato in seguito, non sembra essere stato il frutto delle fantasie oniriche della donna in questione. Quanto raccontato dalla vittima accadde realmente se, ovviamente, consideriamo attendibili le versioni che sul fatto diedero i molti testimoni oculari che erano presenti a quell’ora nei pressi del palazzo in cui viveva la Cortile insieme alla sua famiglia.

Ma andiamo ad esaminare con cura il racconto che la stessa Cortile fece alle autorità e all’esperto di Ufo Budd Hopkins da lei contattato il giorno successivo all’accaduto. Erano circa le 03,15 del mattino di quel 30 novembre di venticinque anni fa quando la signora si svegliò improvvisamente nel suo letto accanto al marito, scoprendo con orrore di essere completamente paralizzata e di essere in grado di muovere soltanto le pupille degli occhi. Cosa che le permise di vedere tre ominidi di bassa statura, di colore grigiastro e con la testa sproporzionata al corpo entrare fluttuando nella sua stanza, avvicinarsi a lei e, dopo averla toccata, farla a sua volta fluttuare in aria in posizione fetale e trasportarla al di fuori dello stabile attraverso la finestra chiusa del dodicesimo piano del palazzo.

La signora ricordò di essersi ritrovata sospesa in aria a diverse decine di metri di altezza all’interno di un fascio di luce blu e di essere stata risucchiata in qualche modo all’interno di una sorta di velivolo insieme ai suoi stranissimi rapitori. La Cortile raccontò di essersi ritrovata distesa, supina e nuda, sopra un tavolo sul quale c’era una potente luce che l’accecava. Attorno distingueva diverse creature simili a quelle che l’avevano presa dal letto che armeggiavano con strani strumenti. Ad un certo punto uno di questi incominciò a trapanarle una narice, cosa che le provocò un dolore talmente insopportabile da farle perdere i sensi.

La signora disse poi di essersi risvegliata di nuovo nel suo letto accanto al marito e di essere stata di nuovo in grado di comandare i suoi arti tanto che si alzò a andò nell’altra camera dove stavano i suoi figli  dove scoprì con orrore che gli stessi erano immobilizzati e non sembravano dare segni di vita così come suo marito. Presa dal panico la Cortile corse in bagno a prendere uno specchietto e lo mise davanti alle narici dei figli: notò con gioia che questi avevano ripreso a respirare perfettamente come suo marito.

Questo è quanto la stessa signora Linda avrebbe raccontato la mattina seguente, dopo aver contattato il noto ufologo Budd Hopkins. Quest’ultimo, non sottovalutando il racconto della signora di origini italiane, incominciò a fare indagini sullo strano caso e dopo un anno ricevette una lettera di due guardie del corpo, Dan e Richard, che sostenevano di essere rimasti, quella notte, bloccati con la macchina in panne nei pressi del palazzo della Cortile all’altezza del ponte di Brooklyn e di aver assistito esterrefatti all’accaduto. Le due guardie non erano sole ma sembra che nell’auto ci fosse niente di meno che l’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite Perez De Cuellar che però, al contrario degli uomini che lo scortavano, avrebbe in seguito preferito rimanere nell’anonimato.

I due uomini raccontarono di essere usciti dalla macchina e di aver visto arrivare uno strano velivolo che si posizionò all’altezza proprio del dodicesimo piano del palazzo dove viveva la Cortile. Di aver visto poi un fascio di luce bluastra e la signora che veniva trasportata in posizione fetale insieme a tre ominidi di aspetto assolutamente orrendo all’interno dell’oggetto volante. Oggetto che, dopo aver assunto un colore rosso acceso, ripartì a gran velocità per poi inabissarsi nelle acque dell’East River.

Il bello di tutta questa strana vicenda è che di testimoni ne vennero in seguito individuati diversi altri per un totale di 24, tutte persone che, come i due agenti di sorveglianza, si erano trovate con la macchina ferma nei pressi del ponte tanto da causare un piccolo ingorgo, inusuale per quell’ora tarda. Quello che quindi poteva sembrare il racconto di una donna particolarmente suggestionabile che magari poteva aver scambiato un brutto incubo con la realtà, in verità, man mano che passava il tempo e si identificavano i molti testimoni dell’accaduto, stava acquistando i caratteri di un fatto reale anche se decisamente…surreale.

Si potrebbe a questo punto provare a fare, come si suol dire in questi casi, gli avvocati del diavolo, infatti ci si potrebbe domandare se per caso non si possa essere trattato di una abbaglio collettivo, di una particolare forma di suggestione, ma il numero dei testimoni e la coincidenza dei loro racconti in ogni minimo particolare portano ad escludere questa ipotesi. Ma allora può forse essersi trattato di uno scherzo di cattivo gusto, di una montatura/complotto ordita per qualche oscuro motivo? Anche questa strada non sembra percorribile in primo luogo perché avrebbe comportato una regia precisa e un progetto assolutamente dispendiosi, sproporzionati allo scopo di organizzare un semplice e banale scherzetto di Halloween anche se fuori calendario.

Altro particolare di non secondaria importanza è il fatto che tutti i testimoni vennero in seguito sottoposti al test della macchina della verità che confermò la veridicità di quanto essi andavano raccontando, insomma nessuno di loro aveva mentito sapendo di mentire. Sappiamo poi che la stessa macchina della verità, anche se non è accettata come strumento di prova incontrovertibile, ha una certa attendibilità che aumenta, per il calcolo delle probabilità, in un caso come questo in cui ci sono molti testimoni che raccontano tutti la stessa versione dei fatti. Qualcuno potrebbe poi obiettare che può essere effettivamente difficile vedere e descrivere una scena che si sta svolgendo di notte ad un’altezza di almeno 40/50 metri di altezza. Ebbene i due body guard usarono i binocoli a loro disposizione per vedere meglio e furono in effetti quelli che diedero informazioni più dettagliate sull’aspetto degli strani umanoidi. Poi va detto che la signora venne avvolta da un potente fascio di luce bluastra che finì inevitabilmente per illuminare quasi a giorno il dodicesimo piano del palazzo rendendo così possibile vedere la scena a grandi linee anche da dove si trovavano in effetti i molti testimoni oculari.

Di fronte ad un episodio di questa portata non ci sono molte cose da aggiungere se non che tra i molteplici racconti di persone che affermano di essere state rapite da misteriosi ominidi, esiste sicuramente, e il caso di Linda Cortile è uno di questi, una percentuale di casi che risultano, alla prova dei fatti, attendibili o almeno più attendibili degli altri e che sembrano celare una precisa verità che non possiamo forse continuare ad ignorare: qualcosa di strano sembra stia succedendo nel nostro pianeta, con la presenza di strane creature che stanno portando avanti misteriosi esperimenti sulla specie umana. Non sappiamo da dove effettivamente vengano questi oscuri e inquietanti esseri viventi, per quanto ne sappiamo potrebbero pure abitare a nostra insaputa nelle viscere della terra o sotto il mare, ma di sicuro noi, in questa strana “commedia” surreale, recitiamo forse  la parte delle semplici cavie.

Di Roberto Crudelini

Roberto Crudelini
Nato nel 1957. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con Radio Blu Sat 2000 come autore e sceneggiatore dei Giornali Radio Storici, ha pubblicato "Figli di una lupa minore" con Rubettino, "Veni, vidi, vici" e "Buona notte ai senatori" con Europa Edizioni e "Dai fasti dell' impero all'impero nefasto" con CET: Casa Editrice Torinese. Collabora con Elzeviro.eu fin dalla sua fondazione, nel 2011.

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