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Si è spento l’Ultimo dei socialisti

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Macchiatosi di peccati come l’aver troppo a lungo strizzato l’occhio alla dittatura comunista dei Castro, Chavez ha incarnato dal 1992, quando è salito alla ribalta con un colpo di Stato fallito, il socialismo nazionale, quello legato allo stato e patriottico, indipendentista e unionista a livello di continente. Quel socialismo che, carte alla mano, ha migliorato le condizioni di vita dei più poveri forse nell’unico modo possibile: espropriando le terre dei neoconquistadores, spesso nemmeno residenti in Venezuela. Isole da sogno destinate alle vacanze dei nababbi sono state a questi sottratte per la necessità estrema di sanare l’enorme povertà del paese, per essere poi devolute alla popolazione bracciante, che, da disoccupata, ha avuto qualcosa da fare, e da mangiare. 

Il Venezuela ha assunto una posizione leaderistica nell’ambito dell’Opec e ha venduto ai prezzi equi l’oro nero agli Stati Uniti. Amato da più della metà dei Venezuelani ed odiato da meno della metà degli stessi, un po’come Gheddafi (cui pure strinse l’occhio) e come altri leaders pseudosocialisti, Chavez socialista lo fu sul serio, e non di un socialismo becero egualitarista, bensì di un socialismo nazionalista che metteva il benessere della popolazione al primo posto, anche se questo ha voluto dire calpestare diritti di molti e talvolta inopinatamente. 
Stiamo però ai dati di fatto: anni di oppressione sono stati stracciati da un rivoluzionario che ha avuto la forza di farsi eleggere per ben quattro volte Presidente della repubblica. Ma che alla fine è stato stroncato dal cancro. La situazione del Venezuela è oggi già capitolata in un’incertezza che non può che fare mal sperare. L’esercito è già schierato in quel di Caracas per garantire il rispetto della Costituzione (pseudocostituzione s’intende, dacché di Assemblea costituente eletta, nemanco a parlarne). La delinquenza delle grosse città è in gaudente fibrillazione, pronta a fagocitare quel sistema precario che un socialismo scaltro e non troppo efferato era riuscito ad erigere. 
Con tutta probabilità tramonta l’idea di un Venezuela che possa politicamente contare nel subcontinente tanto quanto gli altri grandi paesi sudamericani (Brasile e Argentina), paesi che dalla politica di Chavez hanno cercato di attingere, talvolta trasponendo beceramente modelli studiati appositamente per il Venezuela. Hugo Chavez, rivoluzionario doc nato nel 1954, perde la sua ultima battaglia, quella contro la malattia. Avvolto nella sua proletaria tuta da ginnastica con la bandiera del suo paese cucita addosso.

“Le iene festeggiano sui cadaveri dei leoni credendo di avere raggiunto la vittoria, ma i leoni restano leoni e le iene restano iene”.

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Di Redazione Elzeviro.eu

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