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Chi sono i ribelli asserragliati ad Aleppo est?

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#guerrainSiria

Oggi è scattata la tregua nella cruenta battaglia di Aleppo, lanciata congiuntamente dal Governo siriano e dalla Russia.

Il cessate il fuoco in atto dall’alba fino a sera è stato organizzato insieme all’apertura di due corridoi, uno nel quartiere Bustan al-Qasr e l’altro vicino alla strada del Castello situata nel nord della città. I civili e i “ribelli” intenzionati ad arrendersi sono stati invitati a percorrere queste due strade per evacuare la città e permettere così l’ultima offensiva per liberare Aleppo est. Tuttavia i “ribelli” hanno già annunciato, come riportato da al-Jazeera, che nessun civile è autorizzato a lasciare la città, cosa che finora infatti non è avvenuta.

I civili sono un’indispensabile risorsa per i “ribelli” di Aleppo est, che possono usarli come scudi umani e così accusare Governo siriano e russi di crimini di guerra, come avvenuto recentemente. Se i civili uscissero da Aleppo est, la città verrebbe probabilmente riconquistata in meno di 24 ore.

Chi sono dunque i “ribelli” di Aleppo est? Il gruppo è denominato Jabhat Fateh al-Sham, che letteralmente significa Fronte per la conquista dell’al-Sham, ovvero quella che era la Grande Provincia di Siria dell’Impero Ottomano, che comprendeva la Siria attuale più parte dell’Iraq e del Libano. Nel nome, dunque, vi è già l’obiettivo dell’organizzazione, ovvero quello di creare un unico Stato Islamico sunnita salafita che vada dall’Iraq fino al Libano. Il Jabhat Fateh al-Sham è stato creato nel 2011 dal suo attuale leader Abu Muhammed al-Julani per ordine diretto di Abu Bakr al-Baghdadi, leader dello Stato Islamico. L’obiettivo è infatti lo stesso dell’ISIS, la creazione di un grande Stato Islamico.

Jabhat Fateh al Sham è stato conosciuto fino al luglio 2016 con il nome di al Nusra, ovvero il braccio armato di Al Qaeda in Iraq e Siria (il cui leader è appunto Abu Muhammed al-Julani). Nel 2012 le Nazioni Unite hanno classificato il Jabhat Fateh al-Sham come organizzazione terroristica e non vi è intenzione di cambiarne lo status dopo il cambio di denominazione. Questo luglio infatti il leader del fronte ha annunciato la fine di qualsiasi rapporto con “organizzazioni esterne” e dunque in teoria con al Qaeda.

Come riportato in un pezzo del 1/08/2016 della BBC, il fronte Jabhat Fateh al-Sham ha relazioni stabili non solo con altri gruppi jihadisti presenti in Siria, come l’Ahrar al-Sham (la Grande Siria è sempre l’obiettivo), ma anche con il Free Syrian Army, con cui condivide l’obiettivo di detronizzare l’ancora presidente Assad. Sappiamo che dal 2013, come riportato dal Washington Post il 27 maggio scorso, il Pentagono ha versato 500 milioni di dollari per l’addestramento e l’armamento del FSA (Free Syrian Army). E attenzione, sempre nello stesso pezzo del Washington Post si dice che Obama ha rilanciato il programma di finanziamento anche quest’anno con il “meno ambizioso obiettivo di lavorare con gruppi esistenti di ribelli nella Provincia di Aleppo nel nord della Siria“.

Chi c’è ora nella Provincia di Aleppo? Il Jabhat Fateh al-Sham. Un gruppo internazionalmente riconosciuto come terrorista e che come l’Isis ha l’obiettivo di instaurare un Grande Stato Islamico dall’Iraq al Libano.

Ora ci sono due opzioni. O possiamo far finta di nulla e credere che il Pentagono abbia finanziato effettivamente gruppi di “ribelli” nella Provincia di Aleppo e che gli stessi siano poi stati soppiantati dal Jabhat Fateh al-Sham e in questo caso dovremmo comunque accusare gli alti piani del Pentagono di assoluta stupidità.

Oppure dovremmo pensare che il Pentagono abbia riempito di soldi e armi uno dei gruppi più pericolosi del terrorismo salafita per i propri scopi politici. Considerato il curriculum degli Stati Uniti, vedi caso Iran Contras, non possiamo escludere la seconda opzione.  

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Di Redazione Elzeviro.eu

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